Valorizzazione e sviluppo dei Settori ERC in Ateneo

La complessità, la fertile diversità e la competitività culturale e scientifica dell’Università di Palermo presuppongono un’accurata valorizzazione e un efficace sviluppo di tutti i settori del Consiglio di Ricerca Europeo (ERC), nel rispetto delle specificità e nella facilitazione della cooperazione. La visione di ComUnipà richiede quindi una particolare attenzione alle caratteristiche, alle opportunità e ai problemi dei settori ERC, dedicando ad ognuno di essi una specifica parte del programma da sottoporre alla condivisone della comunità. Iniziamo con il Settore SH – Social Sciences and Humanities, per proseguire con tutti gli altri.

Parte 1: SH – Social Sciences and Humanities

Le aree delle Scienze Umane, PsicoPedagogiche, Giuridiche, Politiche e Sociali, Economiche e dell’Architettura1 (Aree CUN 8a, 10, 11, 12, 13 e 14), riunite nel macro settore del Consiglio di Ricerca Europeo (ERC) sotto la dizione Social Sciences and Humanities (SH) e accomunate in Italia dalla spesso ambigua qualifica di aree “non bibliometriche”2, presentano alcune peculiarità comuni, che possono rendere utile e opportuna un’analisi di insieme per un progetto di sviluppo complessivo.

Tali aree risentono infatti, probabilmente più pesantemente delle altre, del limitato e discontinuo finanziamento pubblico italiano della ricerca, e hanno maggiori difficoltà nell’intercettare i finanziamenti privati e le risorse dei fondi europei, pur costituendo una risorsa preziosa per comprendere la società e per interpretarne le traiettorie di sviluppo.

Nell’Università di Palermo tali aree hanno comunque raggiunto elevati livelli di eccellenza, come dimostra il fatto che tre delle cinque Aree CUN che hanno ottenuto i migliori risultati nella VQR 2011-14 rientrano in ambito SH (Area 10 – Scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche; Area 11a – Scienze storiche, filosofiche e pedagogiche; Area 12 – Scienze giuridiche)3 e che due dei tre Progetti ERC vinti da studiosi UNIPA (il Progetto COSMED del Prof. Rosario Marco Nobile ed il Progetto DOCUMULT della Prof.ssa Beatrice Pasciuta) appartengono al settore SH4. Inoltre, il Dipartimento di Giurisprudenza è notoriamente l’unico dell’Università di Palermo ad avere ottenuto la qualifica di Dipartimento di Eccellenza. Anche nell’ambito della Terza Missione e dell’apertura al territorio il contributo delle aree delle Scienze Umane e Sociali è importantissimo, come dimostrano ad esempio il Centro Studi filologici e linguistici siciliani o le partecipazioni a manifestazioni di alto livello sociale e culturale come Una marina di libri, il Festival delle Letterature Migranti, il Festival delle Filosofie. Questi importanti risultati devono essere ulteriormente valorizzati, anche favorendo con specifici interventi il rafforzamento della dimensione internazionale delle aree di riferimento per il settore SH, già perseguito e attuato da importanti esperienze come quelle del Centro Interdipartimentale MIGRARE e della Scuola di Lingua Italiana per Stranieri (ITASTRA).

Nell’Università di Palermo le aree delle scienze sociali e umanistiche rappresentano attualmente il 40,5% del corpo docente, in linea con il valore nazionale del 40,4%. Tra esse, tuttavia, appaiono sottodimensionate rispetto al peso nazionale l’Area 10 (che a UNIPA rappresenta il 7,8% del corpo docente, contro un valore nazionale dell’8,4%), l’Area 13 (a UNIPA il 5,6% contro un valore nazionale dell’8,9%) e l’Area 14 (a UNIPA il 2,1% contro un valore nazionale del 3,1%). In queste tre aree, in particolare, si manifesta la necessità di un intervento di crescita della numerosità del corpo docente per allinearsi ai valori nazionali al fine di garantirne un riequilibrio anche in termini di offerta formativa e capacità di ricerca.

Negli ultimi anni i criteri di distribuzione delle risorse hanno, nel complesso, evitato la formazione di sperequazioni tra aree bibliometriche e non bibliometriche, anche se esiste ancora qualche limitata eccezione che riteniamo debba essere superata.

Obiettivi

Il quadro descritto rende in primo luogo opportuno evitare ogni forma di competizione tra aree bibliometriche e non bibliometriche nella distribuzione delle risorse, riconoscendo la fertile differenza esistente negli stili di ricerca, nella facilità di accesso ai fondi esterni e nei criteri di valutazione e considerando un valore essenziale la piena valorizzazione della ricchezza di entrambe le macroaree.

In una logica di collaborazione e solidarietà tra i Dipartimenti, l’Ateneo deve inoltre prevedere azioni positive per compensare con proprie risorse finanziarie la maggiore difficoltà oggettivamente esistente per le aree non bibliometriche nell’accesso a fondi esterni, sia con riferimento all’attività commerciale che alle convenzioni di ricerca.

Allo stesso tempo, devono essere messe in campo tutte le azioni di supporto amministrativo e di formazione necessarie per rafforzare la capacità dei ricercatori delle aree SH di intercettare risorse esterne, agevolando la ricchezza delle proposte e facilitando la capacità di tradurre in progetti la competenza nella lettura, interpretazione e innovazione dei fenomeni sociali e culturali, sempre più rilevanti in una società in rapido mutamento e con profonde radici storiche. Inoltre, la promozione della collaborazione interdisciplinare tra aree bibliometriche e non bibliometriche costituisce uno strumento essenziale, da una parte per rafforzare la visione e proiezione culturale dell’Ateneo e la sua capacità di ricerca e dall’altra per ridurre le attuali differenze nella possibilità di accesso a fondi esterni.

Il rafforzamento delle interazioni dell’Ateneo con le istituzioni pubbliche, a partire da quelle comunali e regionali, dovrà infine consentire il ripristino di una posizione di primo piano di UNIPA nel panorama locale ed internazionale e nella promozione di eventi e manifestazioni di elevato valore culturale.

Azioni5

  • Costituzione di un Centro di Alti Studi Internazionali, i cui obiettivi principali siano il rafforzamento delle attività di ricerca dei docenti dell’Ateneo e l’attrazione a Palermo di studiosi qualificati, provenienti da tutto il mondo, per creare un ambiente favorevole al dibattito scientifico e culturale. Il Centro, da costituire sul modello avviato dall’Institute of Advanced Studies di Princeton (sulla base del quale numerose altre esperienze si sono poi sviluppate anche in Europa), mirerà a garantire agli studiosi invitati la possibilità di svolgere, in stretta collaborazione con i docenti dell’Università di Palermo, ricerche di alto livello in un ambiente multidisciplinare libero da obblighi di natura didattica o amministrativa. Il Centro si articolerà in tre sezioni (umanistico-letteraria, socio-economica e scientifico-tecnologica), tra le quali verrà favorita la massima interazione nel quadro della più ampia promozione dell’interdisciplinarità. La costituzione di questo spazio dovrà mirare anche ad attrarre verso l’Università di Palermo gli studiosi che, già in possesso di grant ad essi assegnati (ad esempio, nell’ambito dei Progetti IDEAS dell’ERC), scelgano Palermo come ambiente ideale per condurre il proprio lavoro di ricerca. Il Centro avrà anche la responsabilità di promuovere dottorati trasversali su temi strategici per l’Ateneo.

  • Potenziamento della rete delle Biblioteche Umanistiche, che riunisca le biblioteche dell’Università insieme alle altre presenti nel territorio cittadino, mediante la creazione di una carta d’ingresso unica e la stipula di apposite convenzioni che facilitino le ricerche degli studiosi dell’Ateneo e dei visiting professor del Centro di Alti Studi Internazionali.

  • Costituzione di un adeguato fondo unico di Ateneo, al quale ogni docente possa accedere per un importo annuale massimo (ad esempio, 1.000 €/anno) per spese per attività di ricerca (partecipazione a convegni o riunioni di ricerca, acquisti di materiale bibliografico, informatico o di laboratorio, piccole spese, etc.) per la copertura delle quali NON disponga di altre fonti di finanziamento.

  • Pubblicazione annuale di un bando per finanziare un numero limitato di progetti di ricerca di ampio respiro, di durata biennale o triennale e che prevedano il coinvolgimento di un numero minimo di Aree CUN, di cui almeno una di area bibliometrica ed almeno una di area non bibliometrica.

  • Creazione di un Fondo perequativo che compensi almeno parzialmente, per le spese di funzionamento e sviluppo dei Dipartimenti, le differenti opportunità di accesso ai finanziamenti esterni.

  • Inserimento nel Bilancio Unico di Ateneo di un Budget Strategico Dipartimentale per scelte ed investimenti autonomamente individuati da ogni Dipartimento, che consenta a ciascuno di essi una pari opportunità di sviluppo indipendentemente dalla capacità di attrarre risorse esterne.

  • Promozione dell’inserimento, in tutti i Corsi di Studio dell’Ateneo, di insegnamenti trasversali che favoriscano l’integrazione delle diverse competenze e saperi indispensabili nella società aperta, plurale e complessa in cui viviamo,

  • Rafforzamento delle interazioni dell’Ateneo con gli Enti Pubblici e Privati operanti nel campo della cultura, dell’editoria, della produzione artistica e musicale, dell’attività museale con l’obiettivo di favorire le attività di ricerca e di Terza Missione dell’Ateneo in questi ambiti e di trasformare UNIPA in uno dei motori principali del dibattito culturale palermitano e siciliano. Il pieno sviluppo di queste interazioni costituirà uno degli obiettivi centrali, favorita dalla costituzione di una specifica delega rettorale o di un prorettorato.

  • Promozione, di concerto con il CIMDU, dello sviluppo di sistemi multimediali per una didattica innovativa e partecipata, particolarmente orientata alla gestione di aule particolarmente numerose.

In questo elenco di azioni non si è fatto riferimento all’area specifica delle Lingue e al Centro Linguistico di Ateneo, che saranno oggetto di una scheda specifica.


1Si inserisce in questo raggruppamento anche l’Area dell’Architettura, pur nella consapevolezza che essa si caratterizzi anche per una fertile osmosi con le aree tecnologiche.

2Si precisa che all’interno dei settori SH è compresa anche l’area 11b, che rientra in Italia tra le aree “bibliometriche”.

3 Le altre due sono l’Area 4 – Scienze della Terra e l’Area 8b – Ingegneria Civile.

4 Il terzo è il progetto BRIDGE del prof. Alessandro Aiuppa.

5 La maggior parte delle azioni che seguono sono rivolte all’intero Ateneo, ma vengono qui richiamate in quanto particolarmente utili per lo sviluppo delle aree SH e per la promozione dell’interdisciplinarità.

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Un pensiero riguardo “Valorizzazione e sviluppo dei Settori ERC in Ateneo

  • Ottobre 9, 2020 in 5:58 am
    Permalink

    Certamente, i SSD bibliometrici e quelli bibliometrici hanno ritmi diversi nella didattica e nella produzione scientifica e questo può portare allo sviluppo di improduttive tensioni. Tali tensioni si devono invece orientare verso la cooperazione, nell’ottica che è proprio dai contrasti e dalle differenze che nascono idee innovative ed efficaci.
    Non posso che condividere, quindi, l’idea di promuovere le interazioni tra SSD tramite finanziamento di progetti dedicati, e sarebbe anche utile pensare ad eventi divulgativi periodici (es. mostre con cadenza annuale o biennale) dei risultati di questi progetti, aperti alla popolazione oltre che alla comunità accademica. Penso, ad esempio, ad alcune collaborazioni già in atto tra SSD bibliometrici e non bibliometrici relativa alle tematiche del restauro e conservazione dei beni culturali, che hanno portato a risultati rilevanti su opere d’arte. Ne beneficerebbero le collaborazioni tra SSD, i rapporti con la popolazione, l’immagine dell’Ateneo.
    Riguardo al CIMDU, il suo ruolo di promozione della qualità della didattica è intrinsecamente trasversale a tutti i SSD pur avendo come baricentro essenziale i saperi delle scienze umane. Proporrei che si organizzassero delle attività fisse di formazione sulla erogazione della didattica dedicate a tutti i docenti, investendo inizialmente i più giovani ed estendendo gradualmente tale attività a quelli con maggiore anzianità.

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