Valorizzazione e sviluppo dei Settori ERC in Ateneo

Come anticipato nella scheda dedicata alle caratteristiche del settore delle Social Sciences and Humanities, completiamo la nostra analisi dei settori ERC presenti nell’Ateneo, la cui valorizzazione, nel rispetto delle specificità ed esaltando la cooperazione, costituirà il più importante patrimonio scientifico-culturale da presentare alla comunità di riferimento dell’Università degli Studi di Palermo in un panorama anche internazionale.

Parte 2: PE, Physical Sciences & Engineering – LS, Life Sciences

Le aree delle Scienze Matematiche e Informatiche, Fisiche, Chimiche, della Terra e quelle dell’Ingegneria (Aree CUN 1, 2, 3, 4, 8b e 9, riunite nel macro settore Physical Sciences and Engineering (PE) del Consiglio di Ricerca Europeo (ERC)) condividono diversi aspetti con quelle delle Scienze Biologiche, Mediche, Agrarie e Veterinarie (Aree CUN 5, 6 e 7, riunite nel macro settore Life Sciences (LS). I due macro settori presentano infatti elementi comuni riguardanti le attività di ricerca, sia nelle fasi ex-ante (ricerca di finanziamenti, progettazione, costituzione partenariati, ecc.), che in fieri (realizzazione delle attività sperimentali, funzionalità di laboratori e strumentazioni, necessità di rapida acquisizione di beni, servizi e risorse umane) ed ex-post (divulgazione e valorizzazione dei risultati, metodi di valutazione, etc.).

Nell’Università di Palermo nelle aree dei settori PE ed LS è inquadrato circa il 60% del corpo docente, in linea con la media degli Atenei italiani. Tra esse, tuttavia, appaiono maggiormente sottodimensionate, rispetto al peso nazionale, l’Area 01 (a UNIPA il 3,7% del corpo docente, contro il valore nazionale del 5,5%) e l’Area 02 (a UNIPA il 3,4% contro il valore nazionale del 4,2%). In queste aree, peraltro coinvolte trasversalmente in diversi corsi di laurea, si manifesta la necessità di un intervento per la crescita della numerosità del corpo docente per allinearsi ai valori nazionali al fine di garantire un riequilibrio sia in termini di offerta formativa che di capacità di ricerca.

Con rare eccezioni, la maggior parte delle ricerche scientifiche condotte nei settori PE ed LS richiede la collaborazione di più ricercatori, spesso afferenti a diversi Settori Scientifico Disciplinari o a diversi Dipartimenti. Il successo di una ricerca in questi ambiti dipende quindi non solo dalla validità dei risultati ottenuti, ma anche dalla capacità di interazione e dal rispetto delle tempistiche sperimentali delle quali ciascun ricercatore coinvolto è responsabile. L’importanza di questi ultimi aspetti, spesso trascurati in condizioni di normalità, è diventata ancora più evidente per la situazione pandemica che, soprattutto durante il primo periodo di lockdown, ha reso più complicati gli approvvigionamenti di beni per la ricerca, le attività di laboratorio in presenza e le possibilità offerte dallo short-term staff mobility per usufruire dell’accesso a strumentazioni presenti nei laboratori di altre istituzioni di ricerca. In particolare nell’ambito clinico/medico, poi, sono emerse tutte le difficoltà di conciliare, principalmente dal punto di vista temporale, le attività di ricerca con gli impegni in ambito di assistenza sanitaria.

Inoltre, la dimensione spesso internazionale della ricerca in ambito PE ed LS necessita, soprattutto negli ambiti più tecnologicamente competitivi, di una più rapida azione di investimento sui temi cosiddetti “caldi”, emergenti o prioritari, e di una immediata fruibilità dei finanziamenti stanziati. È pertanto fondamentale, al fine di assicurare una rapida ed efficiente ripartenza anche delle attività di ricerca, prendere spunto dalle criticità emerse durante l’emergenza, predisponendo soluzioni che migliorino l’efficienza dal sistema all’interno del nostro Ateneo, mettendolo in grado di competere a pari livello con altre realtà attualmente più dinamiche. Nei settori PE ed LS infatti non è sufficiente conseguire un determinato risultato scientifico o realizzare un prodotto tecnologico, ma bisogna anche “arrivare per primi” a farlo, per non farsi sfuggire le migliori opportunità di sfruttamento della proprietà intellettuale o di acquisire maggiore visibilità nel panorama internazionale della scienza.

A queste considerazioni generali si aggiungono quelle relative alla manutenzione, ammodernamento e messa in sicurezza dei laboratori, alla disponibilità del personale tecnico, al finanziamento della ricerca, alla gestione dei grandi laboratori di Ateneo, alle procedure di acquisto, al supporto alla partecipazione ai bandi di ricerca nazionali ed internazionali, che hanno costituito oggetto di approfondimento in precedenti schede progettuali (Cfr. Schede su semplificazione, ATeN e laboratori di Ateneo, Personale TAB, Ricerca, Terza Missione).

OBIETTIVI

Favorire la collaborazione inter/multidisciplinare fra i diversi settori in Ateneo, promuovendo azioni di contaminazione dei saperi. È infatti solo attraverso una visione olistica della scienza che si può rafforzare la proiezione culturale dell’Ateneo e la sua capacità di innovare e di creare nuovi ambiti di ricerca.

Istituzionalizzare e finanziare “Progetti Bandiera” multidisciplinari che ricomprendano temi di elevato impatto sociale quali la Bioetica, la Transizione Green Tecnologica e Culturale, l’Aggiornamento di Normative e Politiche Ambientali, il Cibo 4.0 (Tradizioni, Innovazione Sostenibile, Salute e Comunicazione), l’Economia Circolare e il Benessere Sociale, la Valorizzazione e Conservazione dei Beni Culturali, la Storia della Scienza e la Scienza che ha fatto la Storia, la Medicina Personalizzata e l’Umanità delle Terapie, le Ricadute Socio-comportamentali di Tecnologia e Digitalizzazione, per citarne solo alcuni esempi.

Rafforzare le attività di valorizzazione dei risultati della ricerca scientifico-tecnologica, sia in termini di protezione dei diritti di proprietà intellettuale che di trasferimento tecnologico alle aziende.

Supportare le attività di progettazione, a partire da quelle propedeutiche alla creazione di partenariati di successo anche di livello internazionale.

Ridurre il “fattore tempo” in ogni fase cruciale di progettazione o di espletamento delle attività di ricerca, limitando gli obblighi procedurali a quelli prescritti nei relativi bandi e consentendo una maggiore apertura agli interventi urgenti (ad es. manutenzione strumentazioni o acquisti relativi ad imprevisti sperimentali).

AZIONI

Alcune di queste azioni sono comuni a quelle riportate nella Prima Parte relativa al Settore SH, altre fanno parte integrante delle schede su Semplificazione, ATeN e laboratori di Ateneo, Personale TAB, Ricerca, Terza Missione.

Costituzione di un Centro di Alti Studi Internazionali, i cui obiettivi principali siano il rafforzamento delle attività di ricerca dei docenti dell’Ateneo e l’attrazione a Palermo di studiosi qualificati, provenienti da tutto il mondo, per creare un ambiente favorevole al dibattito scientifico e culturale. Il Centro, da costituire sul modello avviato dall’Institute of Advanced Studies di Princeton (sulla base del quale numerose altre esperienze si sono poi sviluppate anche in Europa), mirerà a garantire agli studiosi invitati la possibilità di svolgere, in stretta collaborazione con i docenti dell’Università di Palermo, ricerche di alto livello in un ambiente multidisciplinare libero da obblighi di natura didattica o amministrativa. Il Centro si articolerà in tre sezioni (umanistico-letteraria, socio-economica e scientifico-tecnologica), tra le quali verrà favorita la massima interazione nel quadro della più ampia promozione dell’interdisciplinarità. La costituzione di questo spazio dovrà mirare anche ad attrarre verso l’Università di Palermo gli studiosi che, già in possesso di grant ad essi assegnati (ad esempio, nell’ambito dei Progetti IDEAS dell’ERC), scelgano Palermo come ambiente ideale per condurre il proprio lavoro di ricerca. Il Centro avrà anche la responsabilità di promuovere dottorati trasversali su temi strategici per l’Ateneo.

Facilitazione dei percorsi di coinvolgimento di enti e aziende nell’ambito dei progetti collaborativi limitandone (se consentito dal bando) gli obblighi in fase di presentazione delle proposte e rinviando alla fase post-approvazione l’acquisizione delle eventuali garanzie necessarie alla attivazione dei progetti finanziati, non imponendo ai partner fidejussioni a favore dell’Ateneo.

Velocizzazione dei processi contabili per rendere immediatamente disponibili, anche ricorrendo ai meccanismi di anticipazione, i finanziamenti acquisiti e facilitazione degli storni tra voci di costo ammissibili per il progetto.

Previsione di un Budget annuale per la manutenzione delle apparecchiature scientifiche e creazione di una U.O. di Ateneo di personale tecnico dedicato alla manutenzione/riparazione di strumentazioni scientifiche fuori garanzia.

Revisione dei limiti di spesa e delle tipologie di acquisto effettuabili online con carta di credito consentendo, fra l’altro, notevoli risparmi di tempo ed economici soprattutto nel caso di acquisto di ricambi compatibili per strumentazioni fuori garanzia.

Formazione continua del personale tecnico anche in tema di controllo da remoto di apparecchiature scientifiche.

Riduzione al minimo, fino al progressivo annullamento, del tempo necessario per il ribaltamente dei fondi da un esercizio finanziario al successivo per evitare il blocco delle attività di ricerca, particolarmente critico nei rapporti di partenariato con università ed enti di ricerca nazionali ed internazionali e per il rispetto delle tempistiche previste nei progetti di ricerca.

Pubblicazione annuale di un bando per finanziare un numero limitato di progetti di ricerca di ampio respiro, di durata biennale o triennale e che prevedano il coinvolgimento di un numero minimo di Aree CUN, appartenenti ad almeno 2 dei tre Settori ERC.

Costituzione di un adeguato fondo unico di Ateneo, al quale ogni docente possa accedere per un importo annuale massimo (almeno 1.000 €/anno) per spese per attività di ricerca (partecipazione a convegni o riunioni di ricerca, acquisti di materiale bibliografico, informatico o di laboratorio, piccole spese, etc.) per la copertura delle quali NON disponga di altre fonti di finanziamento.

Inserimento nel Bilancio Unico di Ateneo di un Budget Strategico Dipartimentale per scelte ed investimenti autonomamente individuati da ogni Dipartimento, che consenta a ciascuno di essi una pari opportunità di sviluppo indipendentemente dalla capacità di attrarre risorse esterne.

Destinazione di alcuni Punti Organico, a disposizione del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione, specificamente finalizzati per sopperire al sottodimensionamento delle aree la cui consistenza nell’Ateneo sia proporzionalmente inferiore a quella nazionale (Cfr. Scheda sulla programmazione del personale docente).

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