La sfida dell’Internazionalizzazione. Un Ateneo proiettato nel contesto globale

La dimensione internazionale costituisce uno dei requisiti essenziali ed imprescindibili per le attività istituzionali di un’università, che richiede un’attenzione competente e consapevole ed un adeguato flusso di risorse economiche. Pur senza tralasciare le specifiche vocazioni di ogni Ateneo sui temi più propri del contesto e del territorio di appartenenza, le collaborazioni scientifiche e didattiche e gli scambi con studiosi di altri Paesi assicurano infatti quell’apertura e fecondità che solo il confronto con esperienze diverse può garantire.

Dal punto di vista della ricerca l’Italia, con l’allora Commissario Europeo Antonio Ruberti, ha dato un impulso importante alla nascita dello Spazio Europeo della Ricerca che, pur centrando finora solo una parte degli ambiziosi obiettivi iniziali, ha favorito la libera circolazione e la collaborazione dei ricercatori tra i paesi dell’Unione, in un contesto di cospicui finanziamenti. Tra pochissimi mesi si avvierà il nuovo Programma Horizon 2021-27, che potrà godere della significativa dotazione di 85 MLD €, con obiettivi principali centrati sulla lotta ai cambiamenti climatici, sulla crescita sostenibile (secondo la nuova visione di ampio respiro richiamata anche nella Scheda sulla sostenibilità) e sul miglioramento della competitività. Il programma, inoltre, favorisce ulteriormente la collaborazione con Paesi terzi, particolarmente importante per la proiezione verso le coste meridionali e orientali del Mediterraneo.

Le politiche sull’internazionalizzazione della didattica hanno visto sul territorio italiano una sempre più intensa promozione della mobilità e degli scambi, strumenti essenziali per costruire reti sociali al di là dei confini nazionali. In questo contesto le azioni più diffuse sono quelle finalizzate ad attrarre studenti, docenti e ricercatori stranieri nelle università italiane e ad incrementare l’inserimento nel mondo del lavoro dei laureati italiani al di fuori dei confini attraverso la mobilità degli studenti e l’offerta di corsi immediatamente spendibili sul mercato del lavoro internazionale (double e joint degrees). L’intensità di tali processi di internazionalizzazione è molto disomogenea negli atenei italiani, e in particolare si riscontra nell’Università di Palermo una ridottissima presenza di studenti stranieri, sia in termini assoluti che relativi (solo 422 studenti stranieri nell’A.A. 2018/19 a fronte degli oltre 92.000 delle università italiane, con una percentuale dell’1% sulla popolazione studentesca dell’Ateneo, a fronte di una percentuale nazionale del 5,2%). Negli ultimi anni si stanno intensificando gli sforzi, con una crescita molto significativa dei corsi di studio con accordi internazionali per il rilascio del doppio titolo, cui però corrisponde ancora un numero di studenti immatricolati molto limitato. Si è anche incrementato il numero di insegnamenti in lingua straniera, con 6 Corsi di Studi interamente in lingua inglese ed uno in lingua tedesca, mentre la mobilità degli studenti per il tramite del Programma Erasmus ha registrato incrementi considerevoli sia nel numero degli accordi con università straniere, sia nel volume complessivo dei posti messi a bando e dei flussi di studenti in out-going. Nonostante un lieve miglioramento, rimane ancora basso il numero di studenti ERASMUS con mobilità incoming rispetto a quelli in uscita. Per ciò che attiene le opportunità di mobilità internazionale rivolte ai docenti ed al personale tecnico-amministrativo dell’Ateneo, la sezione Staff del programma Erasmus+ ed i bandi CoRI denotano buone performance sia in chiave quantitativa che qualitativa, con una programmazione di questi ultimi più efficacemente allineata con l’Offerta Formativa ed un rafforzamento sul piano economico.

La missione formativa internazionale di UNIPA, ateneo multi-disciplinare collocato in posizione assolutamente strategica dal punto di vista geo-politico, deve pertanto rafforzarsi, con un’attenzione strettamente correlata al contesto socio-culturale della regione, con particolare riguardo al processo di integrazione tra le sponde Nord e Sud del Mediterraneo, il consolidamento delle relazioni con i Paesi dell’America Latina centrale e meridionale e il costante incremento di accordi Intra- ed Extra-europei con i Paesi dell’Africa Sub-sahariana, del Medio ed Estremo Oriente e del Nord America.

Obiettivi

Rafforzare la capacità di sviluppare un’attività di ricerca di elevato livello e allargare le prospettive occupazionali dei laureati anche al di fuori del territorio nazionale attraverso l’incremento:

– della partecipazione a consorzi e reti scientifiche internazionali;

– della capacità di attrarre docenti e ricercatori stranieri;

– della diffusione di percorsi formativi integrati e di insegnamenti in lingua straniera;

– delle possibilità di successo sulla progettualità a valere su finanziamenti diretti della UE;

– dei flussi di mobilità internazionale di studenti, staff e ricercatori.

Azioni

Arricchimento della presenza in Ateneo di visiting researcher stranieri, particolarmente favorita dalle attività del Centro di Alti Studi Scientifici e Culturali (cfr. Scheda sui Settori ERC).

Attivazione di nuovi CdS in lingua straniera, anche con percorsi formativi congiunti e/o a doppio titolo di laurea, in grado di incentivare la mobilità di docenti e di studenti in entrata ed in uscita, in particolare negli ambiti maggiormente caratterizzanti il territorio e sulla base di un’adeguata analisi del target degli studenti potenzialmente interessati. Tale azione andrà sviluppata senza ridurre l’attuale Offerta Formativa in lingua italiana e cioè escludendo la trasformazione in lingua straniera dei CdS attualmente erogati in lingua italiana. Tali corsi potranno essere utilmente svolti attraverso un equilibrato utilizzo di attività formative a distanza ed in presenza, da svolgere anche durante il periodo estivo, e prevedendo adeguati incentivi per i docenti dell’Ateneo coinvolti nell’erogazione di insegnamenti in lingua straniera.

Predisposizione di una comunicazione chiara, semplice e completa, in lingua veicolare, sull’Offerta Formativa in lingua straniera e sui servizi correlati, contestualmente colmando ogni eventuale carenza nell’uso di un livello almeno basilare della comunicazione con studenti, staff e docenti stranieri da parte di tutto il personale dell’Amministrazione Centrale, delle Segreterie e dei Dipartimenti che possa, anche solo occasionalmente, trovarsi a dovere interagire con essi.

Offerta ad ogni studente straniero presente nell’Università di Palermo di interlocutori e servizi validi e dedicati in ogni Area/Settore dell’Ateneo a partire da COT, CLA, ITASTRA, Sistema Museale, CUS, SIA, prevedendo anche un Servizio Sanitario dedicato presso il Policlinico Universitario.

Attivazione di una linea di contatto e comunicazione costante con le Ambasciate, i Corpi Consolari, gli Istituti di Cultura Italiana dei Paesi la cui popolazione può essere oggi maggiormente interessata ad una laurea italiana (in primis quelli transfrontalieri, della Cina, dell’India, del Sud-America, del Vicino Oriente, dell’Africa Sub-sahariana), nonché con le Comunità Straniere residenti a Palermo per rendere nota l’Offerta Formativa dell’Ateneo in lingua straniera e l’insieme dei servizi e degli incentivi riservati agli studenti stranieri.

Partecipazione organizzata e attiva alle fiere internazionali per assicurare la massima diffusione alle attività di ricerca e didattica svolte in Ateneo e promuovere gli spin-off universitari ed accademici e le start-up incubate presso ARCA. Consolidamento della visibilità internazionale dell’Ateneo attraverso strumenti di comunicazione, marketing, valorizzazione dei risultati della conoscenza e missioni mirate presso altri Paesi.

Finanziamento di un congruo numero di stage degli studenti italiani iscritti alle Lauree Magistrali dell’Università di Palermo presso aziende ed enti stranieri, con specifica attenzione allo sviluppo di una formazione imprenditoriale aperta ad una dimensione internazionale.

Supporto economico e organizzativo all’organizzazione di summer e winter schools internazionali, da selezionare su tematiche e durata secondo gli standard internazionali, per materie ed argomenti interdisciplinari o specialistici capaci di attrarre studenti e docenti da altri Paesi, assegnando alla CORI un budget annuale specificamente dedicato a tali attività.

Individuazione e predisposizione di un luogo adeguato, per collocazione, riconoscibilità e decoro architettonico, per gli Uffici del Servizio Speciale Internazionalizzazione, da considerare una “vetrina” dell’Ateneo nei confronti del personale di enti ed università straniere in visita, nonché un luogo di prima accoglienza e successiva assistenza per gli studenti stranieri. In linea con gli stessi obiettivi, assegnazione al Servizio Speciale Internazionalizzazione di un budget specifico per l’accoglienza e le spese di rappresentanza.

Stipula di accordi di cooperazione con Atenei e Centri di ricerca UE ed extra UE (anche area Mediterraneo) per percorsi integrati di studio sulla scorta di accordi didattici reciproci, ad esempio, nel campo nell’insegnamento delle lingue straniere, dei sistemi giuridici e socio-economici, delle professioni mediche ed infermieristiche, dei Beni Culturali e dell’agroalimentare.

Incentivazione alla partecipazione ai futuri bandi del programma HORIZON 2021-27, anche attraverso la costituzione di una specifica Commissione di Ateneo, composta da ricercatori di tutte le Aree e da personale della ri-costituita Area Ricerca, che analizzi i temi delle future call e promuova con congruo anticipo la costituzione di reti internazionali finalizzate alla presentazione di proposte progettuali, rafforzando contestualmente l’U.O. Promozione opportunità di finanziamento e organizzazione eventi per la ricerca (attualmente costituita da una sola unità di personale).

Consolidamento del processo di trasformazione dei Dottorati dell’Ateneo in Internazionali, prevedendo nell’ambito dei bandi della CORI una specifica linea di finanziamento per stimolare il co-tutoring e la co-tutela con i componenti stranieri dei Collegi.

Predisposizione di un’attività di scouting di giovani studiosi ed esperti italiani e stranieri, in possesso di titolo di dottore di ricerca e impegnati stabilmente all’estero in attività di ricerca o didattica da almeno un triennio, per stimolarne la partecipazione al Programma per giovani ricercatori“Rita Levi Montalcini” finalizzato alla realizzazione di programmi di ricerca da svolgere presso l’Ateneo attraverso la stipula di contratti di RTDb (interamente finanziati dal MUR).

Pieno utilizzo delle risorse destinate annualmente dal MUR, nell’ambito del Fondo di Finanziamento Ordinario, alla parziale copertura delle “chiamate dirette” di studiosi stranieri, o italiani impegnati all’estero, secondo le previsioni dell’art. 1 comma 9 della L. 230/2005.

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3 pensieri riguardo “La sfida dell’Internazionalizzazione. Un Ateneo proiettato nel contesto globale

  • Dicembre 3, 2020 in 7:48 am
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    Sulla base dell’esperienza di coordinamento di un dottorato internazionale (diritti umani) e di un master internazionale per doppio titolo (argomentazione giuridica, con università di Alicante), a mio parere sono fondamentali:
    1. La semplificazione della pagina web a livello informativo, come segnalate, ma anche delle procedure amministrative di accesso alla selezione quando dovuta, all’immatricolazione e a tutti i passaggi successivi. Prima di tutto, però che si possano trovare facilmente nella web.
    2. L’adeguata formazione delle persone preposte a svolgere queste attività (a tutti i livelli: ateneo, segreterie, dipartimenti), sia dal punto di vista linguistico, sia dal punto di vista delle conoscenze e skills necessarie: fare un doppio titolo significa adattare la procedura locale e quella straniera, che saranno necessariamente diverse. Procedure italiane pure giuste e consolidate non possono essere ritenute universalmente valide…
    3. Valorizzare queste attività laddove possibile: non possono essere il risultato di una lotta titanica contro il sistema da parte di singoli incauti che si mettono nei guai (è la mia percezione soggettiva, per lo meno).

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  • Dicembre 3, 2020 in 8:59 am
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    Bisognerà anche potenziare e monitorare gli uffici amministrativi comptenenti per l’internazionalizzazione e accertarsi che le segreterie studenti accompagnino adeguatamente i passaggi burocratici degli studenti immatricolati nei doppi titoli. Anche il rilascio di adeguata certificazione dell’avvenuto ottenimento del doppio titolo da parte degli studenti appare tutt’oggi impresa ardua.

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  • Dicembre 3, 2020 in 5:14 pm
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    L’internazionalizzazione è un processo che si costruisce gradualmente e non tutte le risorse umane a disposizione, soprattutto per certe Aree CUN, hanno una conoscenza dell’inglese tale da consentire l’avvio di un insegnamento in lingua. Consiglio pertanto di prevedere inizialmente anche l’attivazione di nuovi CdS con alcune materie in lingua straniera.
    L’esperienza di un Seminario svolto da un docente straniero certamente rimane impressa nella mente degli studenti come un’attività formativa di alto profilo. La presenza in Ateneo di studiosi provenienti da Università estere deve essere incentivata dedicando maggiori risorse al bando CoRi e a tutte le iniziative dei singoli docenti Unipa che prevedano attività concrete in tale direzione per un periodo che giustifichi la spesa dei trasferimenti.

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