Le azioni della governance di Ateneo per la valorizzazione edilizia e architettonica degli spazi e degli edifici

La sicurezza, il decoro, la funzionalità, l’innovazione e la valorizzazione del vastissimo patrimonio architettonico e urbano dell’Ateneo costituiscono condizioni imprescindibili per assicurare la vivibilità e la salubrità degli spazi, ovvero per garantire il benessere nella vita quotidiana della comunità universitaria. Agire sulla qualità degli spazi vuol dire rendere concreti i principi di sostenibilità già proposti e descritti (Cfr. Scheda sulla sostenibilità).

L’Ateneo di Palermo dispone di un patrimonio architettonico ed edilizio di complessiva straordinaria qualità, sia nelle strutture storiche sia nelle realizzazioni più recenti, per il miglioramento delle cui condizioni sono stati destinati cura e interventi che oggi devono essere ulteriormente ampliati e finanziati per risolvere le criticità che ancora non assicurano la piena efficienza di alcuni plessi. Pertanto, la cura, il miglioramento e l’ammodernamento tecnico e tecnologico costituiscono una priorità per garantire il benessere degli studenti e dei docenti che utilizzano aule e laboratori e che l’attività di didattica e di ricerca avvenga nelle migliori condizioni di sicurezza ed efficienza.

L’Università di Palermo è una realtà urbana diffusa, che anima i quartieri in cui è localizzata e concorre in maniera importante all’identità di Palermo come città universitaria. Questa distribuzione policentrica è articolabile in quattro grandi insiemi:

– il primo, quello di maggiore ampiezza, corrispondente al Campus universitario di Viale delle Scienze, che include parte della Fossa della Garofala;

– il secondo coincidente con il Policlinico Universitario;

– il terzo, costituito dai Dipartimenti di via Archirafi e dal complesso monumentale dell’Orto Botanico che costituisce un proto-campus delle scienze, più immerso nella città e che convive con altre funzioni urbane e culturali;

– il quarto, relativo alle prestigiose sedi presenti nel centro storico tra cui vanno menzionati – oltre al complesso del Rettorato, Palazzo Chiaramonte-Steri, con l’annesso palazzo Abatellis e l’Hôtel de France (palazzo Sant’Onofrio del Castillo) – quella dell’antica Casa dei Padri Teatini in via Maqueda, prima sede, dal 1806, della Regia Università degli Studi di Palermo e che oggi ospita il Dipartimento di Giurisprudenza; la cosiddetta Casa Martorana (monastero di San Simone), già sede della Regia Scuola di Applicazioni Ingegneri ed Architetti e successivamente della Facoltà di Architettura; il Collegio di San Rocco, sempre in via Maqueda; parte del palazzo Marchesi in piazza SS. Quaranta Martiri al Casalotto all’Albergheria.

A questi sistemi più densi vanno aggiunti il Convento di Sant’Antonio da Padova, fuori Porta di Vicari, il Museo Gemellaro, l’Istituto di Patologia Generale collaterale a Porta Mazara, e il plesso distaccato di Via Giovanni Pascoli, che oggi ospita aule e laboratori del Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche, dell’Esercizio Fisico e della Formazione.

Il policentrismo delle sedi di Unipa, inoltre, supera la dimensione cittadina e coinvolge i plessi universitari in co-gestione con i Consorzi Universitari di Trapani, Agrigento e Caltanissetta, che completano la dimensione regionale universitaria.

Ognuno di questi ambiti offre alla città una rete di epicentri di didattica, ricerca e Terza Missione attorno a cui si sviluppano dinamiche sociali, culturali ed economiche che li rendono i destinatari di una politica di sistema della qualità delle architetture e degli spazi urbani limitrofi, con un duplice destinatario, la comunità interna che vi vive (studenti, docenti, personale TAB) e la comunità urbana che vi gravita e ne utilizza alcuni servizi.

La rilevante consistenza di tale patrimonio rende evidente il fabbisogno di cospicui investimenti già per le sole attività di manutenzione ordinaria, mentre ancor più rilevanti sono le risorse finanziarie necessarie per gli interventi di manutenzione straordinaria e riqualificazione, in funzione delle crescenti esigenze della didattica e della ricerca. Il Programma Triennale delle Opere Pubbliche dell’Ateneo per il triennio 2021 – 2023 prevede interventi di manutenzioni ordinarie e straordinarie sull’intero patrimonio immobiliare per una spesa complessiva di circa 90 milioni: di questi, solo gli interventi previsti nella prima annualità (come è ovvio) hanno copertura finanziaria, per circa 4,4 Milioni di euro. A tale programma bisognerà assicurare piena attuazione, con particolare attenzione al rispetto dei tempi di realizzazione degli interventi e al pieno impiego delle risorse finanziarie provenienti da finanziamenti esterni. Per questo ci si dovrà avvalere – in particolar modo per la gestione dei contratti manutentivi – di tutte le possibili accelerazioni discendenti dalla adozione di strumenti negoziali che, tramite lo snellimento delle procedure di gara e affidamento, possano portare benefici in termini di flessibilità e di risparmio di tempo e costi.

Grande attenzione, pertanto, deve porsi al completamento dei cantieri in essere e al reperimento di ulteriori risorse per le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria dei plessi dell’Ateneo, dando la priorità agli interventi di innovazione e riqualificazione delle aule e dei laboratori, elementi primari dell’attività universitaria.

Da qui la necessità di dotare l’Ateneo, nell’ambito del proprio Piano Strategico, di un Piano di Sviluppo della Qualità e della Dotazione degli Spazi Architettonici ed Edilizi che consenta di portare avanti il processo di riqualificazione, potenziamento e sviluppo delle strutture e delle infrastrutture di Ateneo. Ciò avverrà in linea con le strategie di crescita dello stesso, individuando gli interventi prioritari e le modalità di copertura finanziaria, nonché le necessarie cooperazioni istituzionali per garantire anche la contestuale riqualificazione degli spazi urbani entro cui gli edifici universitari sono collocati.

Infine, la responsabilità culturale e il ruolo istituzionale dell’Università di Palermo impone il rafforzamento di politiche integrate università-città (sia a Palermo che nei poli di Agrigento, Caltanissetta e Trapani) mirate al governo di questioni di comune interesse (soddisfacimento dei fabbisogni abitativi e qualità dello spazio pubblico, mobilità sostenibile), nonché all’integrazione delle università con gli altri protagonisti della nuova economia delle città (musei, teatri, fablab, start up, spazi di co-working e co-studying, incubatori di ricerca e sviluppo, centri di tutela e promozione del patrimonio culturale) per l’incremento dell’offerta di città e l’internazionalizzazione della città metropolitana. La valorizzazione e apertura dei plessi universitari, quindi, concorre a rendere Palermo una città più qualificata, giusta ed equa, capace di rinascere dalla diffusione della cultura prodotta nell’università e dal coinvolgimento della comunità in un rinnovato rapporto tra ricerca e sviluppo, tra formazione e coesione. Palermo è a tutti gli effetti una città universitaria, per l’aumento della cui intelligenza la cultura prodotta e diffusa nelle diverse sedi dell’Ateneo svolge un ruolo cardine.

OBIETTIVI SPECIFICI

Definizione di un complessivo Piano di Sviluppo della Qualità e della Dotazione degli Spazi Architettonici ed Edilizi che delimiti le linee strategiche per il perseguimento, tramite interventi di medio e lungo termine, della valorizzazione del patrimonio edilizio tramite interventi di riqualificazione che rendano gli ambienti universitari più sicuri, efficienti, accessibili, ma anche attrattivi e innovativi, per garantire e migliorare l’accesso, da parte degli studenti, a servizi di qualità e inclusivi. Il piano dovrà dare una cornice programmatica coerente e condivisa dai Dipartimenti agli investimenti in riqualificazione degli ambienti per la didattica e la ricerca (aule, laboratori, etc.) e dei luoghi di lavoro attraverso un grande piano di manutenzione e ammodernamento delle strutture, e anche, ove necessario, ad una loro estensione per rispondere alle mutate esigenze didattiche e all’incremento del numero degli studenti. Tale processo favorirà anche la valorizzazione delle straordinarie specificità del nostro patrimonio immobiliare di valore storico, monumentale e museale, ponendolo maggiormente in rapporto con la città per innescare processi virtuosi di rigenerazione dei tessuti urbani.

Rinnovo e rafforzamento del rapporto con l’Amministrazione Comunale e con gli altri Enti e Istituzioni territoriali per esprimere al meglio le potenzialità di sviluppo edilizio ancora possibili per il Campus Universitario di Viale delle Scienze, in linea con le strategie di sviluppo dell’Ateneo e con le necessità del territorio regionale. A tal fine si dovrà anche superare l’empasse degli ultimi anni sull’autorizzazione all’aumento della cubatura del Parco d’Orleans, azione preliminare per consentire la definizione di nuove funzioni che si potrebbero realizzare, nel rispetto del principio di non consumo di nuovo suolo vegetale, ma agendo sulle strutture esistenti e sulle aree già edificate.

Assunzione di un chiaro indirizzo sull’impiego degli investimenti focalizzandoli sulla sicurezza, l’accessibilità, l’innovatività e la funzionalità degli edifici, per il miglioramento degli ambienti universitari destinati alla didattica e alla ricerca e, in generale, della molteplicità degli spazi di lavoro e studio: aule, laboratori didattici e di ricerca, uffici amministrativi, biblioteche, sale studio, luoghi di incontro, mense, impianti sportivi.

Potenziamento degli investimenti per alloggi e residenze universitarie, elemento fondamentale per garantire il diritto allo studio, in grado di incidere notevolmente sulla capacità di attrazione di studenti fuori sede, italiani e internazionali e per i quali occorrono efficaci servizi di accoglienza. I nuovi investimenti dovranno essere informati e diretti sia alla riqualificazione degli spazi esistenti, garantendone anche la piena accessibilità a studenti e personale con disabilità, sia alla realizzazione di nuovi spazi innovativi ed eco sostenibili. All’interno di tali tipologie di intervento, come pure messo in evidenza dalla emergenza epidemiologica in corso, risulta sempre più centrale anche l’infrastrutturazione immateriale e tecnologica, in uno all’accrescimento delle dotazioni digitali di aule e laboratori.

OBIETTIVI DI SISTEMA UNIVERSITÀ-CITTÀ

a) Nuova centralità urbana del campus universitario

Oltre alle azioni già descritte nella scheda programmatica dedicata al Campus policentrico e smart e a complemento di quelle che interessano direttamente il campus di Viale delle Scienze, l’azione di qualità e sviluppo dovrà interessare l’area urbana perimetrale, quella parte della città “contemporanea” in grado di dialogare con le preesistenze storiche, ambientali e con i quartieri residenziali limitrofi, svolgendo un’azione centripeta rispetto ad un intorno urbano molto vasto. Il Campus universitario, con il suo esteso fronte lungo la via Ernesto Basile, costituisce il primo e più rilevante ingresso della città per chi proviene da est e quindi una prima azione progettuale dovrebbe costituirsi, soprattutto, come una grande riflessione sul suo bordo a sud. Dal fronte opposto, si potrebbe poter rivedere, anche in questo caso per l’intero sviluppo ed estensione della “città” universitaria, una diversa integrazione con la Fossa della Garofala. Tale lettura interpretativa è realmente esperita e dimostrata dal sistema architettonico del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali, non a caso articolato in più plessi che accompagnano gli utenti nell’attraversamento di Viale delle Scienze verso la Fossa della Garofala.

Dopo aver parlato dei margini, un’ulteriore riflessione deve essere rivolta nei confronti dell’asse centrale di attraversamento del campus e al relativo sistema delle piantumazioni, prevedendo un rafforzamento della continuità pedonale su quella carrabile.

Infine, per rafforzare la continuità urbana appare non più rinunciabile la connessione tra la città universitaria e le attrezzature sportive disposte nel margine planimetrico dell’ampia losanga che caratterizza il perimetro universitario verso la Circonvallazione (gli impianti gestiti dal CUS).

b) Il Policlinico come città della salute

La politica di riqualificazione e sviluppo degli spazi deve coinvolgere il Policlinico attraverso due approcci: il completamento della riqualificazione degli spazi esistenti e la realizzazione di nuovi spazi innovativi. Questa visione duale si concretizza nel ripensare in prospettiva l’attuale sede del Policlinico come un Campus Medico a prevalente vocazione educativa, migliorando dal punto di vista edilizio e tecnologico gli edifici e gli spazi aperti dell’attuale sede di via del Vespro per migliorare la vivibilità degli studenti, dei docenti, del personale sanitario e dei diversi utenti che gravitano nell’ecosistema sanitario. La riduzione di alcune funzioni, da trasferire in un nuovo polo da realizzare, consentirebbe di inserire tutte quelle funzioni di servizio, di ristori e di convivialità che migliorerebbero la vita della comunità accademica fuori dalle aule e dai laboratori.

La seconda parte del progetto, da avviare rapidamente, consiste nell’individuare in accordo con il Comune di Palermo, nel corso dell’attuale processo di approvazione del nuovo PRG, un’area libera e adeguata per la realizzazione di un nuovo polo ospedaliero universitario a vocazione assistenziale e di ricerca clinica che si configuri come un edificio a blocco unico di elevata qualità architettonica e tecnologica per accogliere tutte le innovazioni dell’edilizia ospedaliera e per stimolare la riqualificazione dell’area urbana su cui sorgerà. L’area individuata per il nuovo polo ospedaliero dovrà essere di dimensioni almeno pari all’attuale sede del Policlinico e situata in un’area della città che possa essere facilmente connessa sia con la viabilità regionale che con il trasporto pubblico locale urbano. Inoltre, dovrà essere prossima sia all’attuale Policlinico (che rimarrà attivo potenziando la sua funzione di Campus universitario) che al Campus di Viale delle Scienze, in modo da agevolare le relazioni didattiche e di ricerca con tutte le discipline che concorrono alla formazione e alla ricerca medica e, più in generale, alla salute delle persone.

Con questo progetto, ambizioso ma realizzabile anche grazie alle risorse già rese disponibili dalla Regione Siciliana, un’area marginale e degradata della città verrebbe riqualificata con un progetto che ne preservi le qualità paesaggistiche integrando l’edificio con la natura, utilizzando alimentazione da fonti energetiche rinnovabili per produrre più energia di quanta ne consumi in modo da restituirla alla collettività.

La presenza di un nuovo importante polo universitario baricentrico tra il Policlinico e viale delle Scienze, inoltre, stimolerebbe la rigenerazione di tutta l’area urbana interessata, stimolando la qualità dell’edilizia e dei servizi, rendendo più efficiente la mobilità sostenibile, cogliendo le opportunità della presenza di importanti parchi (Oreto e Cassarà) come estensione delle funzioni di cura della persona e di benessere non solo dei degenti, ma anche dei familiari. Un sistema tripolare così organizzato si configurerebbe come una vera e propria “città della salute” che rivitalizza i quartieri che attraversa, amplificando gli effetti della interazione tra medici, paramedici, pazienti e famiglie, studenti, professori e ricercatori, imprenditori e finanziatori, interconnessi alla vasta filiera della salute, oggi tornata importante.

La Città della Salute diventerebbe un potente progetto integrato nella città che veda il coinvolgimento delle istituzioni (Università, Comune, Città Metropolitana e Regione) e anche dei privati per moltiplicare le risorse già esistenti, generando un valore aggiunto dell’integrazione spaziale tra l’attività clinica e la tecnologia biomedica, l’edilizia e i materiali, le politiche sociali e quelle urbanistiche, la ricettività e la riabilitazione, la ricerca farmaceutica e quella accademica (Cfr. Scheda sul Policlinico).

c) Il Museo della città

Infine, come caso paradigmatico di un’ulteriore presenza dell’Università in ambito urbano, si ritiene di rilevante importanza il progetto di restauro della Casa Martorana, già sede della Facoltà di Architettura, che pur accogliendo opportuni e necessari spazi della didattica e della ricerca dovrebbe poter ospitare un indispensabile e auspicabile “Museo della città”. Un epicentro culturale che costituirebbe il vero punto di congiunzione fra le infinite ricerche e studi sulla città di Palermo, sull’intera regione siciliana e un pubblico vasto rappresentato dagli stessi cittadini, dalle scolaresche, dai turisti e dagli studiosi, costituendo uno dei nodi dell’ecosistema museale universitario già descritto nella scheda dedicata al SIMUA.

Tale museo dovrebbe svolgere una costante attività di orientamento rispetto alla presenza dell’Ateneo, ai suoi ruoli e ai suoi luoghi, accogliendo, informando e, contemporaneamente, stimolando ed arricchendo la conoscenza della città e il ruolo strategico che, al suo interno svolge da sempre l’Università di Palermo.

AZIONI ATTUATIVE

La strategia del Piano di Sviluppo della Qualità e della Dotazione degli Spazi Architettonici ed Edilizi dovrà definire gli investimenti sul patrimonio edilizio (a Palermo, Agrigento, Caltanissetta e Trapani) declinandoli in modo da incrementarne la capacità di attrazione di finanziamenti esterni: per tale motivo, la visione complessiva del Piano dovrà trovare attuazione in Piani attuativi (redatti a partire da un’attenta ricognizione dello stato esistente e con il raccordo con i Delegati del Rettore competenti per i temi trattati) dedicati a settori specifici, potenzialmente attrattori di risorse finanziare esterne, nazionali (a gestione MIUR o a valere sul Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza) o comunitarie (quali quelli in corso di avvio nel nuovo periodo di programmazione della politica di coesione 2021-2027).

I Piani Attuativi che permetteranno la concretizzazione del Piano di Sviluppo sono:

  • Piano della riqualificazione e dotazione infrastrutturale degli edifici universitari – per l’attuazione di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle aule, dei laboratori e degli spazi comuni, nonché per la dotazione di impianti tecnici e tecnologici adeguati a supportare le attività didattiche e ad agevolare le attività di laboratorio. Il piano riguarderà anche gli spazi comuni e quelli dedicati allo studio di docenti e studenti per aumentare il benessere della vita universitaria. Oltre alla riqualificazione delle aule e dei laboratori, ove necessario e possibile, si dovrà provvedere ad un ampliamento delle aule per garantire la massima capacità in funzione del progressivo aumento degli studenti che dovrà essere mantenuto anche grazie ad una risposta efficace alle loro necessità di spazio sicuro e confortevole, anche per le attività comuni che concorreranno al rafforzamento del senso di appartenenza alla comunità accademica.

  • Piano dell’efficientamento energetico degli edifici universitari – per l’attuazione di interventi di efficientamento e risparmio energetico che, in uno alla qualità architettonica e sostenibilità ambientale, consentano non solo di ridurre i consumi energetici e i correlati costi, ma anche di realizzare edifici energeticamente generativi in grado di produrre più energia da fonti rinnovabili di quanta ne consumino, potendola poi distribuire all’intera comunità universitaria che si configurerebbe, quindi, come un’efficiente comunità energetica;

  • Piano dell’infrastrutturazione tecnologica e digitale – per l’attuazione di interventi per incrementare le dotazioni tecnologiche e digitali d’Ateneo degli ambienti per la ricerca e la didattica e per i servizi agli studenti;

  • Piano per l’accessibilità architettonica e sensoriale – per l’attuazione di interventi di abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali e per l’accessibilità e fruibilità degli spazi di Ateneo;

  • Piano della vulnerabilità sismica dei plessi d’Ateneo – in molti casi realizzati in epoche precedenti all’emanazione della normativa sull’edilizia sismica, che richiedono azioni inerenti all’adeguamento o al miglioramento sismico con tecniche classiche o innovative, per le quali sono disponibili all’interno dell’Ateneo numerose ed esperte competenze;

  • Piano di restauro e riqualificazione degli edifici storici – per l’attuazione di interventi di conservazione e valorizzazione della qualità architettonica delle sedi universitarie di maggiore pregio storico-testimoniale, consentendone anche la fruizione ai cittadini e ai turisti per il loro elevato valore culturale;

  • Piano delle strutture di accoglienza e residenziali – per la realizzazione di strutture residenziali destinate agli studenti o per l’ospitalità di visiting professor italiani e stranieri, da realizzare attraverso un fertile partenariato università-enti locali-privati.

La governance politica e tecnica

Nell’ottica dell’incremento dell’attrattività delle risorse esterne e del loro migliore impiego, si provvederà anche all’individuazione, all’interno dell’Area tecnica e dell’Area dei Sistemi Informativi, di una unità di servizi tecnici di supporto per le attività di progettazione e esecuzione delle opere edili, impiantistiche e di infrastrutturazione immateriale per la connessione digitale, necessarie per lo svolgimento di progetti di ricerca finanziati ai docenti d’Ateneo.

Per l’attuazione degli obiettivi riteniamo importante costituire un Comitato di Esperti che abbia al suo interno competenze di tipo Ingegneristico, Architettonico, Economico-Gestionale, Agrario nonché di natura Giuridica e Umanistica, capace di integrazioni multidisciplinari, che insieme all’Ufficio Tecnico svolga la propria attività anche attraverso l’individuazione di Responsabili di plesso in grado di segnalare tempestivamente le specifiche esigenze di ciascun edificio per trasformare le domande di miglioramento degli spazi in concrete azioni per la qualità e il benessere.

Inoltre, le attività dell’Ufficio Tecnico dell’Ateneo potrebbero aprirsi agli studenti dei corsi di studi pertinenti per lo svolgimento delle previste attività di tirocinio. In tale modo si coniugherebbe l’opportunità per gli studenti di svolgere concrete esperienze indispensabili alla loro formazione con l’utilità di un supporto all’attuazione del sempre più consistente lavoro di cui è gravato l’Ufficio.

Risorse finanziarie

Le priorità individuate dal Piano di Sviluppo della Qualità e della Dotazione degli Spazi Architettonici ed Edilizi e dai suoi piani attuativi dovranno essere affiancate da un programma pluriennale di finanziamento che, oltre alla adeguata modulazione di risorse del Bilancio di Ateneo, punti ad aumentare la quota di risorse esterne per la valorizzazione e il potenziamento del patrimonio immobiliare, intercettando le maggiori opportunità di finanziamento tematiche attualmente disponibili, sia sui finanziamenti nazionali e comunitari dedicati allo scopo che sui progetti di ricerca che prevedono quote d’edilizia.

Alle risorse già in bilancio e a quelle esterne, vista l’importanza dei progetti descritti e la sostenibilità finanziaria e patrimoniale di Unipa, l’Ateneo potrà definire appositi piani di investimento a valere sul bilancio dell’Amministrazione, anche tramite l’accesso a linee di credito dedicate e di vantaggio.

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