Qualità della Didattica per una crescita umana, culturale e professionale degli studenti

Una università vive della sintonia di intenti e interessi tra studenti e docenti. La didattica, quindi, è sua missione costitutiva, quella che maggiormente la caratterizza e la responsabilizza rispetto ad altre istituzioni come gli enti di ricerca. Negli ultimi anni, tuttavia, la didattica è sembrata essere una funzione ancillare, dal momento che gran parte della quota premiale del fondo di finanziamento ordinario e il primo passaggio delle procedure concorsuali (l’abilitazione scientifica nazionale) sono esclusivamente basate sui risultati della ricerca. I criteri di finanziamento degli atenei, inoltre, anche nella parte di “quota base” legata alla didattica, tengono conto soltanto del numero di studenti, senza entrare nel merito della qualità, dell’efficacia e della regolarità dei loro percorsi di studio. Queste condizioni hanno fortemente limitato l’attenzione nei confronti della qualità della didattica, che rimane quindi sostanzialmente affidata solo alla sensibilità dei singoli docenti e degli organi di governo delle università, al di fuori di qualunque reale stimolo esterno.

L’Università di Palermo negli ultimi anni ha conosciuto un forte incremento del numero degli immatricolati e degli iscritti, che si è inserito pienamente all’interno di un trend nazionale che ha finalmente visto interrompere, in tutto il Paese, la progressiva riduzione della popolazione studentesca universitaria del decennio precedente. A questo incremento non è però corrisposto un proporzionale incremento del corpo docente, né un adeguamento complessivo delle strutture e infrastrutture didattiche e dei servizi offerti. In una nuova ottica collaborativa e attenta alla qualità, è opportuno al riguardo porre maggiore attenzione alla corretta distribuzione delle attività didattiche del corpo docente (sia in termini di numero di ore di insegnamento, sia con riferimento al numero di esami) che, quando eccessive, oltre a ridurre il tempo dedicato alle attività di ricerca e terza missione, comportano inevitabilmente un peggioramento della qualità delle lezioni e l’impossibilità di stabilire rapporti di adeguata interazione con gli studenti. Analogo approccio dovrà essere attuato nella revisione del carico didattico per gli studenti, rendendolo più equilibrato tra didattica frontale, assistita, laboratoriale e studio individuale e ponendo la massima attenzione alle carriere studentesche, monitorandone attentamente la lunghezza, gli abbandoni, la percentuale di laureati triennali dell’Ateneo che si iscrivono ai Corsi di Laurea Magistrali, la soddisfazione complessiva nei confronti dell’Offerta Formativa, dei servizi e delle aule. Recenti sondaggi, pur probabilmente poco rigorosi, hanno peraltro mostrato la grande insoddisfazione degli studenti sulla qualità dei servizi offerti dal nostro ateneo, a partire da quelli per la didattica, accendendo i riflettori in maniera chiara e inequivocabile sulla necessità di un cambio di azione non più rinviabile. In questo quadro, la vitalità delle associazioni studentesche dell’Ateneo va riconosciuta come una risorsa preziosa, in una leale collaborazione alla vita studentesca tra responsabilità istituzionali e opportunità culturali. Dal punto di vista istituzionale, all’interno del sistema di “assicurazione della qualità” si deve rilevare anche la limitata efficacia attuale delle Commissioni Paritetiche Docenti-Studenti.

Nel contesto dell’impegno per il miglioramento della qualità della didattica, vanno ulteriormente valorizzate esperienze di innovazione nell’insegnamento quale quella del Progetto Mentore, al quale aderiscono oggi, in forma volontaria e senza alcun incentivo o premialità, circa 130 docenti, desiderosi di costituire una microcomunità consapevole e impegnata nel miglioramento della didattica attraverso lo studio e il confronto con le migliori esperienze nazionali ed internazionali e attraverso lo scambio di contributi e suggerimenti tra pari.

L’ateneo ha inoltre recentemente costituito un Centro per l’Innovazione e il Miglioramento della Didattica Universitaria (CIMDU) le cui prime iniziative, a partire dai corsi di formazione per i ricercatori a tempo determinato di nuova assunzione e per i contrattisti, vanno già sicuramente nella direzione giusta.

La particolarità del momento attuale ha anche posto all’attenzione della comunità accademica la nuova fondamentale tematica delle attività didattiche a distanza e della loro possibile integrazione con quelle in presenza. È evidente che il futuro, auspicato, superamento della pandemia non potrà fare dimenticare le innovative esperienze didattiche cui la fase emergenziale ha costretto a ricorrere e che uno sforzo straordinario sarà richiesto per enfatizzare le potenzialità della didattica a distanza, senza trasformare l’ateneo in una università telematica e senza rinunciare al fondamentale contatto diretto tra docenti e studenti che costituisce uno degli insostituibili elementi costitutivi della formazione universitaria. Anche su questo tema si dovranno valorizzare al massimo le esperienze e le competenze interne, mantenendo al contempo un confronto attento con gli altri atenei in una logica di rete e di collaborazione.

Infine, va rafforzato il ruolo dell’università come presidio democratico, stimolando l’approfondimento, all’interno di ciascun insegnamento per cui risulti possibile, delle tematiche legate alla storia della disciplina e agli aspetti etici della sua applicazione, cercando così, nel dialogo studente-docente, di costruire una conoscenza competente della realtà, di favorire lo sviluppo di uno spirito critico e di promuovere la piena integrazione delle conoscenze disciplinari con le più rilevanti tematiche di carattere sociale.

Obiettivi

Intervenire efficacemente su tutti gli aspetti della didattica: cosa viene insegnato (l’offerta formativa), chi partecipa al processo di apprendimento (il numero e la qualità dei docenti, le esigenze e le aspettative degli studenti), come si insegna (le modalità di erogazione della didattica), dove si insegna (aule e laboratori), quali servizi vengono forniti (segreterie, supporto ammi-nistrativo, ausili tecnologici, etc.), perché si predispongono determinati percorsi di studio (a quale scopo rispetto al mondo circostante), valorizzando al massimo i diversi ruoli attribuiti ai Corsi di Studio, ai Dipartimenti e alla Scuola di Medicina, agli Organi di Governo, al Presidio di Qualità, al Nucleo di Valutazione nelle varie fasi di definizione, organizzazione, gestione e verifica dell’offerta didattica. In particolare è necessario:

  • disegnare un’offerta formativa adeguata ai tempi, capace di stimolare lo spirito critico e la capacità di confrontarsi consapevolmente con la sterminata quantità di informazioni e approfondimenti oggi disponibili sul web, favorendo la crescita culturale degli studenti (non soltanto nelle aree umanistiche, ma anche in quelle tecnico-scientifiche dove l’attenzione a questi temi è spesso minore) e lo sviluppo del territorio;

  • promuovere il raggiungimento delle condizioni, per tutti gli studenti iscritti all’Ateneo, per riuscire a completare i percorsi di studio nel tempo previsto, acquisendo il più elevato livello di competenza e la preparazione più adeguata per l’inserimento nel mondo del lavoro da cittadini consapevoli;

  • superare il mero approccio burocratico-formale nella verifica dei requisiti dei Corsi di Studio e negli adempimenti richiesti dal sistema di Autovalutazione, Valutazione Periodica e Accreditamento, pur necessari, per arricchirlo attraverso interventi realmente efficaci per il miglioramento della qualità della didattica, valutabili in maniera sostanziale e non solo procedurale;

  • alleggerire gli oneri burocratici, a partire da quelli di segreteria, a carico dei Coordinatori dei Corsi di Studio, “presidio locale di qualità”, stimolando gli interi Consigli di CdS nella riflessione culturale e promuovendo i necessari aggiornamenti del Manifesto degli Studi, i contatti frequenti con il mondo del lavoro, il monitoraggio delle opinioni degli studenti;

  • incentivare, premiare e riconoscere l’impegno dei docenti nel miglioramento della didattica e nella sperimentazione di nuove tecnologie e metodologie didattiche e l’impegno del personale TAB nel fornire un supporto tecnico-amministrativo efficace e proattivo;

  • stimolare un dibattito costante e costruttivo tra gli studenti (anche per il tramite delle associazioni studentesche) e gli Organi di Governo dell’Ateneo, al fine di recepire nel modo più rapido ed efficace tutti i suggerimenti proiettati a migliorare la qualità dell’erogazione della didattica e dei servizi ad essa correlati.

Azioni

Cosa viene insegnato e Perché

  • rafforzare la qualità e attualità dei percorsi formativi, cogliendo il valore strategico della didattica universitaria nel rapporto con il territorio, anche tramite il confronto sistematico con i migliori corsi di studio di altri atenei italiani ed esteri, la pianificazione e lo sviluppo di alcuni percorsi di eccellenza e di forte richiamo a livello nazionale ed internazionale, l’attenzione nelle politiche di recruitment alla possibile attrazione di docenti/ricercatori di elevato prestigio da altre sedi e dall’estero, il più efficace confronto con aziende ed enti pubblici e privati;

  • prevedere momenti periodici di incontro e discussione tra Coordinatori di Corsi di Studio e Organi di Governo per definire congiuntamente procedure finalizzate al miglioramento delle procedure e dei Regolamenti, anche con il coinvolgimento più attivo e la maggiore responsabilizzazione dei rappresentanti degli studenti;

  • incoraggiare l’interazione interdisciplinare tra studiosi di didattica generale e di didattica disciplinare per migliorare le modalità di insegnamento, tenendo anche conto delle conoscenze specialistiche sui processi di apprendimento e sulle neuroscienze;

  • promuovere l’inserimento, in tutti i Corsi di Studio dell’Ateneo, di insegnamenti trasversali che favoriscano l’integrazione delle diverse competenze e saperi indispensabili nella società aperta, plurale e complessa in cui viviamo, in particolare favorendo le feconde contaminazioni tra aree umanistiche e tecnico-scientifiche (cfr. Scheda SH – Social Sciences and Humanities);

  • rafforzare i legami con gli Istituti Scolastici superiori per favorire la massima continuità dei percorsi universitari con quelli scolastici e ridurre le lacune spesso oggi registrate nella formazione iniziale degli studenti neo-immatricolati, anche con il diretto coinvolgimento dei Corsi di Studio, che potranno così finalizzarli agli specifici obiettivi formativi. In questo quadro, favorire anche la presentazione di progetti di ricerca con le scuole superiori, semplificando gli adempimenti burocratici e favorendo le convenzioni con gli istituti scolastici.

  • prevedere percorsi per la formazione permanente, assumendo la responsabilità di continuare a formare i cittadini anche dopo la conclusione dei percorsi di studio universitario e rafforzando il contatto con il territorio, anche attraverso l’offerta di attività formative modulari, facilmente accessibili dai lavoratori e aperte alla dimensione internazionale.

Chi partecipa al processo di apprendimento.

  • aumentare il numero dei docenti; in particolare, monitorare in ogni area i rapporti numerici tra studenti e docenti per renderne possibile la riduzione e favorire, all’interno degli insegnamenti, più intensi momenti di scambio docenti-studenti in piccoli gruppi con attività di tipo laboratoriale (da conteggiare nell’ambito dei carichi didattici dei docenti);

  • rivedere le procedure di valutazione e rafforzamento delle conoscenze di base degli immatricolandi, anticipandone la determinazione anche all’ultimo anno della scuola superiore attraverso specifiche convenzioni con gli istituti superiori;

  • prevedere forme di coaching e recupero motivazionale degli studenti inattivi, fornendo al contempo adeguato supporto agli studenti con disabilità o Bisogni Educativi Speciali (Cfr. scheda sulle Pari Opportunità);
  • continuare a favorire la progressiva eliminazione del numero programmato locale nell’accesso ai Corsi di Studio, verificando caso per caso, anche sulla base di analisi storiche degli andamenti degli immatricolati, e subordinando però ogni scelta alla positiva verifica o al preventivo intervento di adeguamento delle aule, dei laboratori e della consistenza del corpo docente impegnato (Cfr. scheda sull’edilizia in preparazione);

  • prevedere un adeguato sostegno economico per lo svolgimento, da parte di una percentuale elevata degli studenti delle Magistrali, di periodi di tirocinio curriculare e extra-curriculare presso aziende ed enti anche al di fuori del territorio siciliano e nazionale, favorendo così il successivo inserimento nel mondo del lavoro e riducendo la tendenza, spesso indotta dall’aspettativa di una maggiore vicinanza ai probabili contesti lavorativi futuri, a frequentare i corsi delle Magistrali in altre Regioni;

  • riconoscere pienamente, anche con incentivi economici, il pesantissimo carico di lavoro svolto dai coordinatori dei corsi di Studio;

  • prevedere un compenso aggiuntivo, sulla linea di quanto recentemente previsto per i Ricercatori Universitari, anche per i professori maggiormente impegnati nell’attività didattica, riducendo in questo modo anche il ricorso a contratti esterni;

  • tenere conto, nel calcolo dell’impegno didattico, delle ore di insegnamento svolte nei corsi di dottorato e nelle scuole di Specializzazione;

  • valorizzare pienamente, anche nell’ambito delle scelte strategiche degli Organi di Governo, dei Dipartimenti e dei Corsi di Studio, la rilevazione dell’opinione degli studenti sulla didattica, adeguando le schede alle specifiche esigenze dell’Ateneo (non limitandosi quindi a seguire le indicazioni dell’ANVUR) e rafforzando la consapevolezza degli studenti sull’importanza di questo strumento per il miglioramento dell’esperienza formativa.

Come si insegna.

  • prevedere momenti di formazione periodici, con incentivi e premialità per chi decida di parteciparvi, sulle metodologie didattiche includendo ad esempio: stili cognitivi e di apprendimento, gestione della lezione in aula, preparazione dei materiali di supporto, active learning, etica e deontologia dell’insegnamento, metodologie di valutazione, teatralizzazione dell’insegnamento, etc.

  • fornire il massimo sostegno allo sviluppo del Progetto Mentore o di altri progetti con analoghe finalità, mantenendo l’attuale piena autonomia organizzativa e decisionale dell’Assemblea dei docenti aderenti, mettendo a disposizione risorse finanziarie adeguate, rafforzando il supporto amministrativo e favorendo l’ulteriore allargamento della platea dei docenti aderenti, sempre basato esclusivamente sull’adesione volontaria.

  • valorizzare e riconoscere tutte le iniziative programmate dai docenti, in accordo con i rispettivi Corsi di Studi, per aumentare la relazione con gli studenti (attività di tutoraggio, attività seminariali, visite didattiche, attività in campo, etc.), per innovare le metodologie didattiche, per introdurre forme di didattica attiva e partecipata, per migliorare il materiale didattico, tenendo conto di questi interventi anche in fase di programmazione delle progressioni di carriera;

  • prevedere forme di autonomia responsabile da parte dei Corsi di Studio nell’organizzazione delle attività didattiche e nella calendarizzazione delle prove d’esame, all’interno di un quadro condiviso, per una maggior adesione alle esigenze dei relativi percorsi formativi e complessivamente adottare un approccio più flessibile, in linea con le peculiarità delle diverse aree disciplinari;

  • approfondire, con momenti di confronto interni all’Ateneo e con attività convegnistiche seminariali e di ricerca, le possibili interazioni tra didattica in presenza e a distanza che consentano, al di fuori dell’attuale emergenza, il migliore impiego nella formazione delle moderne tecnologie e il rafforzamento del contatto diretto tra docenti e studenti.

Dove si insegna e quale supporto alla didattica.

  • investire convintamente sul numero e sulla qualità delle aule e dei laboratori didattici, ivi inclusa la climatizzazione ove ancora mancante e la realizzazione di spazi adeguati per una didattica partecipata, a partire da una iniziale ricognizione degli interventi di ammodernamento e adeguamento necessari e la determinazione del complessivo intervento finanziario richiesto, presupposto indispensabile per la programmazione delle spese e il reperimento delle risorse necessarie;

  • fornire strumenti tecnologici adeguati ai docenti, insieme al supporto tecnico e alla formazione necessari per utilizzarli in modo efficace (anche dotandosi di professionalità specifiche nel campo della digital education), dotando altresì nel più breve tempo possibile TUTTE le Aule delle moderne dotazioni didattiche (PC connesso alla rete, VideoProiettore, Tavoletta Grafica, Videocamera con tracking automatico, monitor interattivi di grandi dimensioni);

  • incrementare, sotto la forma del comodato d’uso, la disponibilità per gli studenti di dispositivi informatici con relativi strumenti per la connessione (schede SIM dati) per favorire il superamento del digital divide e la piena utilizzazione delle attività formative a distanza;

  • prevedere un numero congruo di tutor per i corsi più numerosi, anche con piena valorizzazione degli studenti più anziani;

  • garantire l’efficace organizzazione delle Segreterie studenti e la loro collaborazione rapida ed effettiva con i Corsi di Studio in tutti gli adempimenti tecnici funzionali ai percorsi formativi (modifiche dei piani di studio, riconoscimenti di attività formative extra-curriculari, inserimenti delle materie a scelta, aggiornamento delle carriere degli allievi, etc);

  • assicurare a tutti i Dipartimenti un’Unità Operativa per la Didattica, assegnando un numero di unità di personale TAB che tenga pienamente conto del numero degli studenti iscritti e favorendo forme di coordinamento didattico e funzionale tra dipartimenti della stessa macroarea;

  • aumentare il supporto degli uffici amministrativi ai Coordinatori dei Corsi di Studio, definendo altresì con precisione, in un processo condiviso che coinvolga Coordinatori e Organi di Governo, quali incombenze debbano essere svolte dal personale TAB di supporto (definizione “guidata” degli orari delle lezioni, tempestiva risposta alle richieste di informazione degli studenti, caricamento dei CFU delle attività di Stage e Tirocinio, pre-compilazione dei quadri della SUA-CdS e della SMA di natura puramente descrittiva o amministrativa, etc.);

  • mantenere costantemente elevata l’attenzione nei confronti delle esigenze del corpo studentesco e delle sue rappresentanze, dei servizi offerti e del benessere complessivo dell’esperienza di studio e di vita svolta presso l’Università di Palermo, anche attraverso l’istituzione di un ProRettorato per gli Studenti.

Un’azione trasversale ai quattro gruppi di interventi prima richiamati è la necessaria revisione del funzionamento delle Commissioni Paritetiche Docenti-Studenti, il cui importante lavoro appare spesso parcellizzato in micro-relazioni relative al singolo Corso di Studi, spesso considerate soltanto un adempimento formale che poco influisce sulla progettazione e gestione dei CdS.

In questa scheda non si sono affrontate le importanti questioni legate all’internazionalizzazione della didattica e all’Offerta formativa nei poli decentrati, che costituiranno oggetto di schede specifiche.

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2 pensieri riguardo “Qualità della Didattica per una crescita umana, culturale e professionale degli studenti

  • Novembre 8, 2020 in 9:47 am
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    Ho letto ed apprezzato molto parecchie idee qui proposte, dal riconoscimento, anche economico, del ruolo gravosissimo di Coordinatore di Corso di Studi, all’attenzione ad una didattica interdisciplinare volta a rafforzare la formazione culturale e non solo specialistica.
    Vorrei intervenire sul momento della presentazione dell’offerta formativa nelle scuole.
    Ritengo che serva un percorso più lungo di accompagnamento alla scelta del proprio percorso universitario, che preveda un’interazione con la scuola già a partire da III o IV anno delle superiori in modo da fornire allo studente un ampio quadro delle possibilità formative offerte dall’Ateneo (il nostro è un Ateneo generalista che deve valorizzare questa sua caratteristica), spingendo lo studente a verificare le proprie conoscenze di base per meglio comprendere cosa servirà per avere successo nello studio universitario.
    Per questo motivo si potrebbe anche pensare alla creazione di percorsi 0: momenti intermedi tra la formazione del liceo e dell’università, da offrire come prima possibilità a studenti che non abbiano ancora le basi adatte per seguire con successo il percorso scelto (penso alla matematica per l’ingresso ad ingegneria e sono certo che possa trovarsi un esempio simile in tutti i percorsi di studio).
    Un anno in cui lo studente non risulti iscritto al percorso di laurea vero e proprio (quindi non entrerà nel conto degli anni di corso) e che gli consenta di investire nella propria formazione ed ottenere un percorso di pieno successo nel conseguimento della sua laurea.

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  • Gennaio 20, 2021 in 11:52 am
    Permalink

    Gli obiettivi e le azioni proposte offrono una prospettiva concreta di miglioramento della qualità. Trovo molto interessante la promozione dell’interazione interdisciplinare tra studiosi di didattica generale e di didattica disciplinare quale strumento per migliorare le modalità di insegnamento così come l’inserimento di insegnamenti trasversali, condividendone completamente le motivazioni.
    Riguardo al potenziamento dei legami con gli Istituti Scolastici superiori, a mio giudizio, occorre porre a sistema le numerose e lodevoli attività già consolidate nel nostro Ateneo. Si potrebbe pensare anche a sistematizzare le azioni dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO), quelle di alcune azioni del Piano Nazionale Lauree Scientifiche (PNLS) e del Piano Orientamento e Tutorato (POT) che vedono tra gli attori gli studenti del II biennio e del V anno degli istituti superiori. L’accurata pianificazione di tali attività, secondo me, avrebbe anche il positivo effetto di “orientare” gli studenti su basi motivazionali con, probabilmente, un effetto importante sulla loro carriera regolare come studenti. Inoltre, potrebbe ridurre la migrazione di studenti tra corsi di studio scelti, impropriamente e inopportunamente, per tendenza senza una motivazione solida alla base.

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