Il Centro Interdipartimentale di Ricerca “Migrare”: “non solo” ricerca e formazione sul tema delle migrazioni

La Sicilia è da sempre, per natura e per cultura, luogo di migrazioni, di scambi, di integrazione e di dialoghi culturali. Proprio in virtù della sua posizione strategica al centro del Mediterraneo, l’isola è stata nel corso dei secoli luogo di arrivo di popoli e tradizioni diversi, ma anche luogo di partenza ed emigrazione per tutti i coloro i quali cercavano nuove opportunità altrove.

Negli ultimi decenni la nostra terra è divenuta uno dei principali luoghi di approdo per flussi di migranti provenienti dall’Africa, che cercano una porta di accesso all’Europa e condizioni per una vita migliore e più dignitosa. In quanto tale, la Sicilia si è trovata al centro di un dibattito acceso sulla gestione dei flussi di persone, un dibattito che spesso manca di dati affidabili, di conoscenze solide, di strutture di analisi appropriate e di una corretta e veritiera comunicazione e divulgazione.

Al contempo, a causa della continua emigrazione di giovani verso il Nord Italia e l’Europa alla ricerca di opportunità di lavoro, la Sicilia sta perdendo uno straordinario patrimonio di donne e uomini, spesso formati nelle scuole e negli atenei siciliani.

Per dare un contributo scientifico e di divulgazione e comunicazione della conoscenza su questi temi, nel 2019 è nato il Centro Interdipartimentale di Ricerca (CIR) Migrare, con lo scopo di “svolgere attività di ricerca, di coordinamento, di impulso, di formazione e di terza missione in tema di migrazioni, mobilità, dignità della persona e promozione dei diritti, curando i raccordi tra riflessioni teoriche e pratiche operative e promuovendo il dialogo con Centri di ricerca e formazione nazionali e internazionali, con il sistema scolastico, con le rappresentanze studentesche e del mondo delle migrazioni, con il tessuto della società civile.

Il CIR Migrare, dati i suoi obiettivi, ha una natura diversa dagli altri centri interdipartimentali, poiché il suo scopo non è solo la ricerca, ma anche la formazione e l’attività di terza missione. In questo quadro, nel pieno rispetto dell’autonomia dei docenti già impegnati nel Centro, un’ulteriore potenziamento della struttura richiede la promozione di nuove iniziative pienamente supportate e favorite dall’Ateneo nel suo complesso.

Obiettivi

Instaurare un dialogo più vivo e fertile con il tessuto connettivo della società civile, con gli enti e le associazioni di volontariato e con le scuole, ma soprattutto con le persone migranti e, in particolare, con le associazioni ed i corpi intermedi culturali, nelle quali queste ultime si riconoscono e svolgono la propria vita sociale e di relazione, manifestano la propria personalità ed identità (centri culturali, istituzioni religiose, moschee, consulte interreligiose, sindacati), con tutte le specificità ed i legami con la loro cultura di origine.

Favorire lo sviluppo delle attività di ricerca sui temi delle migrazioni, anche con risorse economiche dell’Ateneo investite, in chiave interdisciplinare, con tutti gli strumenti disponibili (dottorati, assegni di ricerca, convegni, potenziamento della biblioteca del Centro, etc.).

Rafforzare, nell’ambito della Terza Missione, il rapporto del CIR Migrare con la Scuola, anche al fine di favorire una maggiore consapevolezza diffusa tra i giovani studenti delle problematiche legate al mondo delle migrazioni.

Valorizzare l’approccio interdisciplinare del Centro per favorire la circolazione e la diffusione dei prodotti della ricerca dell’Ateneo sul tema delle migrazioni al di là delle specifiche aree di appartenenza, promuovendo iniziative che stimolino la collaborazione tra studiosi di diversi ambiti disciplinari. In questo ambito di studi, infatti, è essenziale superare le barriere poste dall’esistenza di diversi metodi di valutazione della produzione scientifica tra le cosiddette aree “non bibliometriche” e quelle “bibliometriche”, che rischiano di depotenziare la collaborazione tra diversi ambiti, di limitare la diffusione dei prodotti della ricerca alle aree di appartenenza, di impoverire le ricerche costrette a rinunciare, per ragioni di valutazione, alla ricchezza del dialogo tra discipline e tra differenti approcci metodologici.

Potenziare gli strumenti di comunicazione del CIR, facilitando la diffusione sui media delle informazioni relative alle attività svolte dal Centro, anche facendo ampio ricorso ai social media.

Contribuire a creare strumenti di integrazione nel tessuto cittadino e regionale non solo di natura sanitaria, ma anche di consulenza legale, linguistica, finanziaria, professionalizzante, etc.

Azioni

  • Prevedere ruoli istituzionali all’interno del CIR espressamente riservati a rappresentanti delle comunità dei migranti, indicati come propri portavoce dalle rispettive comunità di appartenenza ed in possesso di competenze adeguate.

  • Dotare il Centro di un Budget annuale per il supporto delle attività di ricerca (assegni, materiale bibliografico, convegni, pubblicazione collana e/o rivista interdisciplinare, posizione annuale di visiting researcher) e di personale tecnico-amministrativo dedicato.

  • Istituire un dottorato di ricerca interdisciplinare, facente capo al CIR Migrare, sui temi della migrazione, con borse finanziate dall’Ateneo aggiuntive a quelle assegnate ai Dipartimenti.

  • Creare percorsi formativi e seminari appositamente pensati come parte del POF per le scuole secondarie di primo e di secondo grado.

  • Creare all’interno del repository di Ateneo IRIS uno specifico codice che classifichi tutti i prodotti della ricerca e le tesi di dottorato su temi connessi alle migrazioni come “Area Migration Studies”.

  • Rafforzare all’interno del COT i servizi dedicati alle soluzioni per il riconoscimento dei titoli di studio nei paesi di origine e nella consulenza sulle scelte di studio dei migranti.

  • Creare una pagina ufficiale Facebook del CIR agganciata a un account Twitter e a tutte le piattaforme social più utilizzate, utilizzandola anche per creare eventi in streaming.

  • Stipulare una convenzione con l’AOUP di Palermo dedicata alle problematiche sanitarie più comuni tra i migranti per favorire l’accesso alla diagnostica strumentale di laboratorio e alle cure mediche e/o chirurgiche, anche attraverso l’opera di mediatori culturali, soprattutto in ambiti quali quelli della ginecologia e delle malattie infettive, con chiari programmi di informazione e prevenzione per quartieri, moschee e scuole con alta presenza di residenti stranieri extracomunitari.

  • Creare materiale informativo e moduli di consenso informato, tradotti in diverse lingue, sui servizi di medicina delle migrazioni offerti nel territorio di Palermo e sui trattamenti e le procedure diagnostiche più comuni o più problematici.

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •