Il Campus Policentrico dell’Ateneo: luogo di lavoro, incontro, socializzazione, benessere

Gli studenti ed il personale docente e TAB dell’Università di Palermo trascorrono all’interno delle strutture dell’Ateneo una parte preponderante del loro tempo, sul quale i primi investono il proprio futuro e la propria formazione ed i secondi la propria attività professionale. L’estrema rilevanza dell’impegno dentro questi luoghi merita una loro adeguata valorizzazione, essenziale per rendere “gradevole” e proficuo il lavoro di ciascuno nel ruolo ricoperto all’interno della Comunità Accademica. Ecco, quindi, che occuparsi di benessere di studenti, docenti e personale TAB costituisce una condizione imprescindibile per garantire la piena valorizzazione di un convergente impegno volto a consentire a ciascuno di svolgere al meglio il proprio compito.

L’Università di Palermo svolge anche un ruolo chiave nella costituzione di comunità creative e innovative dove formazione, ricerca e trasferimento delle conoscenze collaborino con le persone, le imprese e le istituzioni sincronizzando lo sviluppo dei campus con quello della città (Cfr. Scheda sulla Terza Missione). A sua volta, l’attrattività dell’università viene significativamente condizionata dalla qualità del contesto urbano e del suo dinamismo culturale. E’ il modello dell’università aperta, che trova interessanti applicazioni in diversi paesi europei, che sviluppa la sua funzione culturale nella città, agendo concretamente per promuoverne innovazione e sviluppo, cultura e creatività, democrazia e partecipazione. La collaborazione tra studenti, docenti, imprese, istituzioni e comunità mostra quindi con evidenza il valore di un’università non solo più efficiente, ma anche più dialogica, più maieutica, più empatica.

In questa scheda vengono presi in considerazione gli interventi necessari per assicurare la migliore fruizione e valorizzazione delle risorse di cui l’Ateneo dispone, di natura non solo architettonica, unitamente ad una loro ottimale collocazione all’interno del più complessivo tessuto urbanistico, sociale, economico ed istituzionale della città di Palermo e degli altri luoghi del territorio siciliano con i quali l’Ateneo è direttamente in contatto. Tali interventi incrociano ed intersecano, senza soluzione di continuità, quelli relativi all’ambito più propriamente edilizio, anche in considerazione della rilevanza che ricoprono la qualità e lo stato di conservazione delle risorse, in primo luogo gli edifici e le infrastrutture di didattica e di ricerca, agli occhi degli utenti abituali (personale strutturato o studenti) ma anche dei visitatori. Pur nella piena consapevolezza, quindi, dello strettissimo legame tra benessere e stato dei plessi e delle infrastrutture, per maggiore semplicità di analisi e di lettura, il tema dell’edilizia verrà trattato separatamente in una diversa scheda (salvo alcuni necessari richiami, che verranno successivamente approfonditi).

Cominciamo, pertanto, con il prendere in considerazione il patrimonio immobiliare e infrastrutturale, di enorme rilevanza per le risorse disponibili e per gli usi cui esse sono destinate, che l’Ateneo, nell’ambito delle sue attività istituzionali di didattica, ricerca e rapporto con il territorio, è chiamato ad amministrare, in chiave sia strumentale sia sociale.

Fanno parte di tale patrimonio diversi asset/risorse:

  • aule, laboratori didattici, biblioteche e sale studio, frequentati quotidianamente, in condizioni ordinarie, da migliaia di studenti per i quali rappresentano fondamentali ausili didattici a supporto del proprio percorso formativo e di crescita culturale;

  • studi e laboratori di ricerca, punti di riferimento per l’attività del personale docente;

  • uffici amministrativi, a supporto dell’attività del personale TAB dell’Ateneo.

Gli asset/risorse sopra indicati sono riferiti sicuramente al contesto palermitano, con alcuni grandi aggregati geografici:

  • il Campus centrale di Viale delle Scienze, che ospita al proprio interno le Segreterie Studenti, un importante Complesso Didattico, una Residenza Universitaria e vari ulteriori servizi e centri dislocati al suo interno;

  • il Policlinico Universitario;

  • il Polo Giuridico e delle Scienze Politiche di via Maqueda;

  • il Polo Scientifico di via Archirafi;

  • il Polo Psicologico e delle Scienze Motorie di via Pascoli;

  • il Complesso Monumentale dello Steri.

A tali contesti palermitani occorre aggiungere quelli distribuiti presso i Poli Decentrati di Trapani, Agrigento e Caltanissetta, dove sono presenti prevalentemente strutture didattiche e amministrative.

A tale patrimonio occorre aggiungere ulteriori strutture, dal grande valore culturale, formativo e sociale, tra le quali è opportuno annoverare:

  • le diverse strutture che concorrono al Sistema Museale di Ateneo;

  • le strutture e le attrezzature afferenti al sistema dei grandi laboratori di Ateneo ed in particolare ad ATeNCenter;

  • le strutture del Centro Linguistico di Ateneo;

  • i campi agricoli sperimentali;

  • il Fondo agricolo di Pietranera;

  • le strutture dell’incubatore di imprese ARCA;

  • le strutture sportive del CUS.

Il Campus di Viale delle Scienze è peraltro connotato dalla presenza della “Fossa della Garofala” che, ad oggi, nonostante alcuni importanti recenti interventi, rimane collocata ai margini dello stesso, poco fruibile da parte di studenti, docenti e personale TAB, oltre che dagli abitanti della Città di Palermo.

Il patrimonio complessivo prima richiamato può essere denominato il “Campus policentrico UniPA”, indicando in questo modo una realtà non localizzata geograficamente entro un perimetro unico e limitato ma, al contrario, una rete di luoghi e funzioni universitarie distribuita sul territorio palermitano e dell’intera Sicilia Occidentale, la quale manifesta nella sua poliedricità elementi unici di valore non solo per la comunità accademica e studentesca, ma anche per quella sociale dei territori interessati. Tale impostazione induce ad una necessaria attenzione egualmente orientata su tutti i plessi, con l’obiettivo di garantire a tutti gli studenti e al personale paritarie opportunità di benessere.

La gestione del “Campus UniPA” richiede il contributo di diversi soggetti, che dovranno operare all’interno di una Commissione multidisciplinare che preveda, come indicazione di primo indirizzo, competenze di tipo architettonico, ingegneristico, economico-gestionale, agronomico nonché di natura giuridica ed umanistica.

Gli interventi sulle risorse del campus devono al tempo stesso consentirne il continuo arricchimento, grazie a nuove iniziative e/o finanziamenti disponibili, e l’efficiente amministrazione, per l’espletamento ottimale non solo delle attività “ordinarie”, ma anche di quelle di punta e maggiormente innovative. La gestione e la valorizzazione di un patrimonio tanto esteso e articolato interessa inevitabilmente una grande pluralità di ambiti, che spaziano dagli interventi edilizi (manutenzione ordinaria e straordinaria o nuova edilizia, che come già richiamato sarà oggetto di una scheda di prossima pubblicazione) a quelli di sostenibilità ed efficientamento energetico, di supporto alle attività didattiche e di ricerca, di sviluppo di nuova imprenditorialità e di terza missione, di supporto alla mobilità, alla sicurezza e all’accoglienza.

Sebbene molto variegati, gli interventi per valorizzare e arricchire il patrimonio del “Campus UniPA” devono muoversi lungo il crinale del binomio inscindibile tra concretezza e innovazione, binomio che ambisca a dare sostanza al concetto di “Smart Campus”. Tale nuovo modello dovrà ricoprire un ruolo di cui beneficeranno non solo la comunità accademica, ma anche il territorio nel quale essa opera, sotto forma sia di esempio di Best Practices da esportare, sia di servizi da mettere immediatamente a disposizione anche della collettività.

In coerenza con questo duplice obiettivo si devono sviluppare due differenti tipologie di intervento:

  1. le azioni già immediatamente realizzabili, funzionali al miglioramento del benessere della comunità accademica e dell’intera cittadinanza che fruisce degli spazi e dei servizi dell’Ateneo;

  2. le azioni programmatiche fondate su una visione del Campus come un vero e proprio “living-lab” distribuito, in cui dimostrare, disseminare e condividere alcune delle soluzioni tecnologiche, scientifiche, culturali, sanitarie, sociali ed economiche prodotte da UNIPA in diversi scenari e casi d’uso concreti. I laboratori dello Smart Open Campus potrebbero a loro volta coinvolgere i Master, il Contamination Lab, gli spin-off accademici e le start-up incubate in ARCA, e concorrere a stimolarne altre in un ruolo di acceleratore di sviluppo.

Entrambe le suddette tipologie di azioni, pur mantenendo la destinazione del Campus come spazio prioritariamente consacrato alla Didattica e alla Ricerca, devono includere un commitment fortemente orientato nell’impiego dello Smart Open Campus come elemento essenziale del ruolo di Terza Missione dell’Ateneo. In questo senso si dovrà favorire lo sviluppo di nuovi servizi alla cittadinanza, erogati in modo da far trasparire le attività di ricerca e didattica da essi sottesi: una sorta di laboratorio aperto e diffuso, partecipato dalla cittadinanza, capace anche di intercettare le nuove opportunità del South Working dando visibilità alle attività svolte presso UNIPA ed integrandosi con i servizi intelligenti sviluppati a livello cittadino (ad esempio nell’ambito del PON METRO o dei prossimi fondi del Next Generation EU).

La gestione dei servizi, effettuata mediante blockchain e piattaforme ICT innovative, consentirà così di mettere in campo nuovi sistemi di business, remunerazione, ticketing, aggregazione, legando gli interessi dei vari attori coinvolti e migliorando il rapporto con la Città (dalla “Università di Palermo” alla “Università per Palermo”).

Per assicurare una vision sostenibile unitaria e una gestione ambientale integrata all’insieme delle azioni previste nello Smart Open Campus, declinate nel seguito, sarà infine implementato sperimentalmente un sistema di gestione ambientale ISO 14001 al campus di Viale delle Scienze, da estendere progressivamente all’intero campus.

Infine, lo Smart Open Campus di Unipa potrebbe essere uno dei primi poli sperimentali del New European Bauhaus, uno dei programmi più visionari dell’Unione Europea lanciati da Ursula von der Leyen, come uno spazio di co-creazione in cui tutti i lavoratori della conoscenza e creatività agiscano insieme e con le comunità per facilitare la transizione energetica e rafforzare i diritti alla città. Uno spazio di alleanza tra società, scuole e università per agire come agenzia permanente di progettazione per lo sviluppo del territorio combinando arte e praticità e attualizzando l’ingegnosa avanguardia del Bauhaus per incidere concretamente sulla transizione sociale ed economica verso la società responsabile del XXI secolo.

Azioni immediatamente realizzabili sullo Smart Open Campus

  1. Manutenzione straordinaria, integrazione e ammodernamento degli spazi e delle attrezzature didattiche: gli spazi didattici (aule, laboratori didattici, sale studio, biblioteche), oltre ad essere luoghi di erogazione della formazione e di supporto all’apprendimento, costituiscono anche un indiscutibile biglietto da visita attraverso il quale l’Ateneo si presenta ai suoi potenziali studenti. A tale riguardo si prevede di:

    1. avviare un piano organico ed esteso di manutenzione straordinaria degli spazi didattici attraverso anche, se necessario, il ricorso a finanza di progetto o alla stipula di un mutuo pluriennale. Gli interventi che si prevede di realizzare riguardano non solo l’edilizia e l’ammodernamento degli arredi, ma anche le dotazioni tecnologiche quali le lavagne interattive e gli schermi touch, gli impianti multimediali, il potenziamento della connettività WiFi, finalizzata tra gli altri a potenziare le possibilità di utilizzo della didattica in forma ibrida. Particolare attenzione verrà altresì riservata all’ammodernamento e all’integrazione delle dotazioni dei laboratori didattici (Cfr. Schede sul SIA, sulla Didattica e sull’Edilizia in preparazione);

    2. avvio di un piano organico per la creazione di nuovi spazi e infrastrutture didattiche, finalizzati al decongestionamento delle attuali situazioni di affollamento delle lezioni tipiche di alcuni Corsi di Studio. Tale piano potrà essere realizzato sia attraverso la rifunzionalizzazione di spazi già esistenti sia attraverso il reperimento di nuovi spazi presso strutture esterne all’attuale perimetro universitario (ad esempio, tramite la sottoscrizione di accordi di collaborazione con altri Enti/istituzioni quali il Ministero della Difesa, il Comune di Palermo, la Prefettura – Cfr. Scheda sulla Terza Missione e sull’Edilizia in preparazione);

    3. realizzazione di un piano straordinario di ammodernamento e rifunzionalizzazione delle strutture didattiche presenti presso i Poli decentrati, anche attraverso apposite convenzioni con gli Enti Locali e/o con le realtà produttive del territorio di riferimento;

    4. riorganizzazione ottimale degli uffici dei Dipartimenti, con una intelligente divisione, ove opportuna, tra gli spazi dedicati agli uffici dei docenti, quelli dei servizi amministrativi e quelli aperti di pertinenza;

  1. Realizzazione di un sistema unitario di video-sorveglianza intelligente che possa consentire di incrementare la qualità del servizio di vigilanza, consentendo al contempo una razionalizzazione sia della vigilanza esterna sia di quelli di portierato (problema particolarmente sentito nel plesso di via Archirafi). Il sistema di video-sorveglianza sarà, altresì, affiancato dalla graduale implementazione di un sistema centralizzato di controllo degli accessi alle diverse strutture, in linea con le best practices diffuse a livello dei migliori campus universitari del mondo;

  2. Continua verifica delle condizioni generali e del decoro degli spazi, degli edifici e delle infrastrutture, dedicando attenzione e risorse alla pulizia (inclusa quella dei muri e degli infissi), evitando la presenza di branchi di cani randagi e curando tutti gli altri aspetti propri di un ambiente sicuro e vivibile;

  3. Realizzazione di nuove infrastrutture sportive indoor (palestre da realizzare in almeno due plessi dell’Ateneo) e outdoor (campi sportivi presso il Viale delle Scienze, attrezzi ginnici distribuiti su vari plessi) e effettivo impegno per la soluzione, di intesa con il Comune, del problema del collegamento con il CUS. Gli spazi esterni vegetati ed attrezzati con percorsi fitness, già parzialmente esistenti ma in cattivo stato di conservazione, dovranno essere riqualificati ed ampliati, anche prevedendo una riorganizzazione degli spazi attualmente destinati a parcheggi a raso, da trasformare con suoli permeabili e tettoie verdi e e fotovoltaiche;

  4. Manutenzione delle essenze arboree ed arbustive già presenti in alcuni spazi del Campus di Viale delle Scienze e progettazione di nuove ampie zone vegetate per rafforzare l’idea di “Parco” e per connetterlo alla più ampia rete ecologica urbana, restituendo l’identità paesaggistica alla Fossa della Garofala e al parco degli Orléans attraverso un vero e unitario progetto specialistico;

  5. Valorizzazione di siti di particolare interesse paesaggistico, a partire dalla Fossa della Garofala, introducendo percorsi, spazi di sosta e d’ombra, micro-architetture per la lettura o belvedere, attraversamenti (orizzontali) pedonali per collegare le due sponde della Fossa (Viale delle Scienze e Corso Pisani) e valorizzando le cave storiche. In particolare, la Fossa si presta a diventare museo del paesaggio storico e dei sistemi irrigui tradizionali che ancora conserva, attraverso il recupero del borgo rurale, degli elementi monumentali e il ripristino del cancello Nord, con acquisizione del casino del Principe di Aci. Sono inoltre da tutelare e valorizzare i percorsi e gli elementi architettonici di pregio ancora leggibili, oggi eredità del Parco degli Orleans-D’Aumale;

  6. Realizzazione di spazi per lo studio individuale e/o di gruppo degli studenti, anche all’aperto, con la creazione di gazebo o altri tipi di copertura “leggera” (anche in considerazione dell’attuale emergenza COVID), attrezzati con posti a sedere dotati di prese elettriche e connessione WiFi, per venire incontro alle esigenze di socialità e benessere degli studenti, favorendo nel contempo nuove modalità di interazione anche con i docenti. Nell’intervento su tali spazi dovrà essere individuata una precisa ed univoca identità di arredo urbano, operando inoltre sulla comunicazione segnaletica degli spazi aperti in modo da superare il modello casuale attuale;

  7. Riorganizzazione e razionalizzazione degli spazi dedicati e gestiti dalle Associazioni studentesche, cui devono essere riservati luoghi adeguati in tutti i plessi dell’Ateneo;

  8. Apertura delle strutture del Campus UniPA ad una maggiore fruizione da parte degli studenti anche per attività culturali e ricreative (teatro, canto, recitazione, cinema, svago e tempo libero), prevedendo, tra le altre, convenzioni a titolo gratuito con associazioni culturali, enti no-profit, etc. e mirando all’apertura fino a tarda sera dei diversi plessi del Campus. Con riferimento a quelli di Via Archirafi e di Viale delle Scienze, tale intervento dovrebbe essere anche finalizzato alla riqualificazione del territorio circostante, concorrendo alla rigenerazione sociale e culturale degli importanti quartieri nei quali vivono molti dei nostri studenti, anche incentivando la presenza di attività professionali, manifatturiere e commerciali connesse all’università;

  9. Valorizzazione ed apertura alla città delle coperture di molti edifici del Campus che rappresentano potenziali belvederi (o spazi destinati a precise e controllate attività) da cui si gode del panorama dei monti della Conca d’Oro, della città e del mare, rafforzando l’identificazione degli abitanti con l’università come componente che arricchisce l’esperienza quotidiana.

  10. Ampliamento delle attuali zone destinate a “bar”, per favorirne la trasformazione in spazi di incontro e di socializzazione, aggiungendo – almeno in Viale delle Scienze – anche la presenza di un ristorante-pizzeria e di un supermarket convenzionato e prevedendo un servizio di ristoro di grande capacità nella zona Ovest del Campus (Ed. 14-15-16-17-18) con spazi all’aperto. Individuazione di spazi liberi per consumare pasti e scaldare pietanze portate da casa, sia nei dipartimenti (uffici) che in apposite zone del campus;.

  11. Realizzazione di un sistema di spazi pubblici del plesso del Campus di Viale delle Scienze, intesi come centralità e spazio di aggregazione, anche connettendo meglio gli spazi già esistenti pensati dai progettisti dei plessi e che necessitano di una rete (anche vegetale) di connessione per farli lavorare a rete e per diversificarli in funzione delle diverse esigenze degli utenti;

  12. Istituzione di percorsi fisici, virtuali e tematici all’interno di UNIPA, che colleghino i luoghi del Campus intrecciando i relativi elementi di attrazione e intercettando le diverse esigenze (studio, visita, salute, sport, mobilità) della cittadinanza. L’università in questo modo si aprirà ulteriormente alla cittadinanza attraverso ciascuno dei poli di interesse urbano: l’Orto Botanico e gli altri plessi del Sistema Museale, il Palazzo Steri, la Fossa della Garofala, il CUS, utilizzando sistemi di token digitali e app per usufruire di servizi (prenotazione visite, guide, laboratori interattivi) anche con realtà aumentata.

  13. Intervento radicale in materia di efficientamento energetico attraverso il ricorso a forme di autogenerazione, risparmio energetico e politiche di contenimento dei consumi. In particolare, si prevede l’istituzione di una struttura interna all’amministrazione espressamente dedicata alla progettazione e predisposizione di interventi da candidare sulle diverse misure attese sul tema dell’efficientamento energetico, con l’obiettivo di rendere il Campus UniPA un’entità autosufficiente oltre che a ridotto impatto ambientale (Cfr. Scheda sulla Sostenibilità). Si prevede altresì di abbinare gli interventi di efficientamento energetico a quelli di rifunzionalizzazione degli ambienti e delle strutture di UniPA, con particolare riferimento alle coperture degli edifici nonché agli spazi esterni attualmente in stato di abbandono quali, per esempio, gli ampi spazi sterrati alle spalle degli edifici Gregotti che potrebbero essere oggetto di recupero in termini sia di pavimentazione stradale sia di copertura tramite un impianto fotovoltaico;

  14. Realizzazione di coperture verdi per contribuire al tema dell’invarianza idraulica a livello cittadino e per favorire l’efficientamento energetico e la rete ecologica urbana;

  15. Realizzazione di un sistema intermodale di mobilità tra le diverse strutture del Campus UniPA, sia quelle palermitane, sia quelle dei Poli decentrati. In particolare, anche attraverso la stipula di apposite convenzioni/collaborazioni con gli operatori del settore, in primo luogo le realtà pubbliche quali l’AMAT o l’AST, si prevede di implementare e stimolare forme di mobilità sostenibili basate, per esempio, su mezzi ad alimentazione elettrica per la mobilità personale o promiscua o la previsione di corse dedicate a studenti e personale UniPA;

  16. Mobilità sostenibile all’interno del Campus, utilizzando bici elettriche e/o monopattini geolocalizzati distribuite su tutto il Campus, a disposizione di studenti, visitatori e personale per gli spostamenti all’interno di un plesso o tra plessi dell’Ateneo (ad esempio, tra il Policlinico e viale delle Scienze o tra via Archirafi e Palazzo Steri, etc.). Inoltre, sempre in chiave mobilità, si dovrà rivedere tutta la cartellonistica, aggiornando le indicazioni ormai obsolete e integrando anche un sistema di navigazione smart che consenta di guidare verso i vari luoghi e aule, fornendo anche informazioni aggiuntive e approfondimenti sui luoghi;

  17. Sistema integrato per la gestione dei rifiuti, che preveda azioni strategiche di prevenzione della loro produzione e di incremento dei quantitativi di raccolta differenziata;

  18. Monitoraggio dei consumi di risorse idriche all’interno delle strutture dell’Ateneo e avvio di azioni di contenimento (Cfr. Scheda sulla sostenibilità);

  19. Potenziamento del sistema di connettività digitale WiFi e in fibra ottica per una copertura ottimale delle strutture universitarie e per la fruizione ed erogazione di servizi innovativi di supporto alla formazione e alla collaborazione (Cfr. Scheda sul SIA);

  20. Implementazione dei servizi dell’asilo nido, prevedendo anche spazi aperti per la didattica outdoor, di recente riscoperta.

Azioni da realizzare per la creazione del Living-Lab nello Smart Open Campus

Le azioni qui previste, certamente non esaustive delle potenzialità di ricerca in un contesto ampio e frequentato come il nostro Campus, non sono tutte completamente e immediatamente realizzabili, ma sono tuttora oggetto di ricerca applicata di docenti del nostro Ateneo, che potranno utilizzare gli spazi fisici e i loro frequentatori come contesto applicativo per raggiungere la piena funzionalità delle idee progettuali.

  1. Miglioramento dell’accessibilità, attraverso la realizzazione di un percorso che permetta la navigazione autonoma di utenti non-vedenti o ipovedenti, attraverso una APP (già sviluppata in progetti precedenti con il nome di ARIANNA) che, usando algoritmi di computer vision, riconosce una striscia colorata dipinta sull’asfalto e restituisce un feedback tattile all’utente e informazioni sul contesto e sulle destinazioni disponibili lungo il percorso. Il costo sarebbe limitato alla progettazione del percorso, all’identificazione di materiale/vernici e all’intervento di pittura sull’asfalto/marciapiedi, mentre l’APP è già disponibile. Il percorso potrebbe anche restituire informazioni di contesto a tutti gli altri utenti, per guidarli verso i vari edifici del campus. I percorsi potranno essere estesi anche in ambienti interni in un sotto-insieme di edifici selezionati (es. segreterie).

  2. Realizzazione di applicazioni di tipo smart city che utilizzino la tecnologia LoRa (una tecnologia di trasmissione il cui aspetto innovativo è la particolare codifica radio usata per la trasmissione che, a fronte di una banda particolarmente ridotta, permette di trasmettere consumando molta meno energia rispetto a tecnologie concorrenti in condizioni analoghe, garantendo una copertura molto maggiore rispetto a qualunque rete cellulare attualmente esistente) per servizi (video-sorveglianza, mobilità sostenibile, controllo dei consumi energetici, etc.) che richiedono un monitoraggio capillare di oggetti intelligenti (slot di parcheggi, tracker di biciclette, contatori e prese elettriche, ingressi dei vari edifici, etc.).

  3. Creazione di ambienti di lavoro e studio confortevoli (uffici, aule, laboratori, biblioteche e sale studio) mediante un monitoraggio continuo, tramite sensori ambientali, di parametri come la temperatura, l’umidità, il rumore, la luminosità. Ciascun ambiente smart potrà così mantenere condizioni confortevoli ed ideali, mediante sistemi di controllo che permettano, in caso di scostamento dei parametri, il rientro degli stessi all’interno di range ottimali (ad esempio intervenendo sulla luminosità degli ambienti mediante accensione o spegnimento di luci LED o all’apertura graduale di serrande automatizzate appositamente predisposte).

  4. Aule pilota basate sul concetto di “comfort soggettivo”, stimato attraverso la valutazione dello stato psico-fisico dei soggetti presenti nella stanza. Queste aule prevedono una interazione non invasiva tra spazi e utenti (ad esempio smart-band e smart-watch in grado di acquisire in tempo reale biosegnali da cui vengono estratti parametri fisiologici) e intervengono in tempo reale sulle condizioni di benessere, adattando le caratteristiche degli spazi alle sensibilità, fragilità ed esigenze degli studenti e dei docenti, rendendo l’aula un sistema reattivo e non passivo. In un primo tempo si prevede di dotare di tali strumentazioni alcune aule pilota di ‘comfort soggettivo’, auspicando una successiva copertura di tutti gli ambienti dell’Ateneo.

  5. Soluzioni innovative per la creazioni di modelli finalizzati alla gestione di situazioni di emergenza in ambienti interni supportando vittime e soccorritori nella gestione di eventi catastrofici (terremoti, eventi climatici estremi, incidenti, etc.). In particolare, il progetto prevede di sfruttare sia le infrastrutture ICT già disponibili per le comunicazioni (reti cellulari/WiFi), sia tecnologie innovative, per identificare persone, segnali vitali, sorgenti di pericolo e relative posizioni, anche individuando uno specifico edificio che possa servire da dimostratore delle tecnologie proposte.

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