Un pensiero-programma per UNIPA

Care Colleghe, Cari Colleghi,

durante i numerosi incontri di queste settimane abbiamo ancora una volta riscontrato il forte sentimento di orgoglio e senso di appartenenza di tutti i componenti della Comunità Accademica palermitana, accompagnati dalla volontà di mettere a disposizione le proprie competenze e sensibilità per il raggiungimento di nuovi obiettivi e traguardi. Il contesto attuale vede importanti segni di miglioramento dell’Ateneo, frutto del lavoro collettivo e della fatica quotidiana di ciascun componente della nostra comunità. Dagli incontri è inoltre emersa la convinzione che il potenziale dall’Università di Palermo non sia ancora completamente espresso e che vi siano quindi ampi margini di miglioramento, in grado di dare all’Ateneo il ruolo e la reputazione, anche internazionale, che meriterebbe.

Siamo altresì consapevoli che una Istituzione Accademica debba sapere anche interpretare e guidare il cambiamento necessario per affrontare le grandi sfide legate alle diseguaglianze sociali e di genere, alla sostenibilità ecologica, alle grandi questioni dell’accoglienza e della multiculturalità, alla dignità del lavoro e alla crescita economica. Per essere all’altezza di questo ambizioso compito è necessario riuscire a coniugare la perfetta efficienza nelle quotidiane missioni universitarie con la capacità di incidere con visione e prospettiva sui grandi temi del mondo contemporaneo.

I recenti incontri con la Comunità Accademica, anche alla luce delle nostre precedenti esperienze negli Organi Collegiali, hanno inoltre consolidato la consapevolezza che il nostro Ateneo, con la sua ricchezza di saperi e di sensibilità, sia nelle condizioni di rispondere a queste sfide in maniera autorevole, diventando un motore ecologico capace di generare un notevole valore aggiunto culturale, sociale ed economico da redistribuire sia verso la nostra Comunità Accademica che verso il contesto entro cui agiamo.

Da qui e per questi scopi, la costruzione di una prospettiva culturale di ampio respiro richiede un percorso di confronto dialettico e di approfondimento che coinvolga l’intera Comunità Accademica prima nella condivisione del pensiero-progetto e successivamente nella definizione di un programma di governo capace di renderlo possibile.

Con questo obiettivo da alcuni mesi abbiamo avviato, con un ampio e multidisciplinare gruppo di colleghe e colleghi che hanno già accettato di contribuire con le proprie preziose competenze ed esperienze, una riflessione che consenta di tradurre le idee in impegni concreti per affrontare le sfide. Intendiamo adesso proseguire con un metodo che, allargando il gruppo di lavoro già attivamente impegnato, consenta la più ampia partecipazione di quanti si riconoscano nel progetto proposto e abbiano la disponibilità e la volontà di contribuirvi direttamente. In questo modo il lungo arco temporale che separa dall’insediamento del prossimo rettore costituirà la straordinaria occasione per una riflessione condivisa che non rimanga legata ai tempi e ai meccanismi di una campagna elettorale, ma che sia in grado di innescare dibattiti e confronti per immaginare e poi costruire insieme l’Ateneo del (nostro) futuro.

A partire dalle declinazioni delle parole chiave espresse nel Manifesto di Idee, Sfide e Impegni, proponiamo quindi, sotto forma di domande, alcuni degli argomenti che riteniamo debbano essere approfonditi e sviluppati in questa riflessione sul futuro dell’Ateneo. Le domande che troverete sono quelle che noi stessi ci siamo posti e sulle quali abbiamo già avviato una riflessione e che adesso condividiamo con voi, desiderosi di confrontare le nostre idee e punti di vista con il vostro pensiero per un’elaborazione partecipata del programma per l’Ateneo. Chiediamo quindi a tutti gli interessati di volere condividere con noi le proprie idee, commenti e suggerimenti sui temi ed argomenti che proponiamo, che intendono declinare più compiutamente l’articolazione delle parole chiave. Gli argomenti qui richiamati non intendono ancora coprire tutti i temi che saranno oggetto del programma di governo e intendono muoversi sul doppio livello dell’efficienza del sistema esistente e della proiezione di medio e lungo periodo

I contributi pervenuti su ciascun argomento saranno, dopo la pausa estiva quest’anno particolarmente attesa dopo l’auspicato superamento della drammatica fase che ha accompagnato questi mesi, oggetto di confronto in tavoli tematici integrati per consentirci di giungere ad una sintesi che arricchirà il progetto che intendiamo sviluppare. Su questa base perverremo ad un programma collegialmente sviluppato che ci impegneremo a portare avanti, ove la nostra proposta trovasse accoglimento e consenso, con piena assunzione di responsabilità e la necessaria cooperazione tra gli individui e le strutture che compongono l’universitas.

 

Temi da approfondire e sviluppare

UNIVERSITAS Mostra il contenutoLa prima parola deve necessariamente essere quella che ci identifica come comunità che condivide il valore fondante della partecipazione e di un intenso scambio dialogico di idee e di saperi, assumendo ogni decisione con onestà intellettuale, trasparenza, senso di responsabilità e nel rispetto delle pari opportunità. Il centro di questa comunità deve essere un alto concetto di cultura che comprenda conoscenza, approfondimento dei concetti, spirito critico, libertà di pensiero, rifiuto di ogni schematismo, costruzione dei valori e delle coscienze. Fondamentale, per rafforzare il senso di appartenenza alla comunità accademica, è la valorizzazione dei contributi di ogni suo componente senza formalismi burocratici o logiche aziendalistiche e lasciando spazio alla soggettività e alla creatività individuale, nel quadro di un coordinamento delle attività nell’interesse dell’Istituzione e nel rispetto della normativa generale.

Governance e Statuto: quali interventi per rafforzare l’autonomia e l’indipendenza dell’Ateneo, per migliorare l’efficienza e promuovere la semplificazione?

Come favorire il pieno raggiungimento delle pari opportunità per un Ateneo aperto e inclusivo?

Quali iniziative prevedere per favorire la partecipazione attiva di tutta la comunità accademica, la valorizzazione delle creatività individuali e la promozione della responsabilità condivisa?

 

FORMAZIONE Mostra il contenutoPorre lo studente al centro della comunità universitaria non è solo un obbligo istituzionale, ma significa averne cura in tutto il percorso formativo e di orientamento per garantirne la crescita umana, culturale e professionale, anche con una proiezione internazionale. In questo quadro è importante garantire un’elevata qualità della vita universitaria, indipendentemente dalla sede e dal percorso formativo scelto e con particolare attenzione alle esigenze di tutti i soggetti fragili. Obiettivi prioritari di un Ateneo proiettato verso il futuro sono il miglioramento continuo dei servizi offerti e il superamento del digital divide attraverso investimenti in innovazione tecnologica.

Come migliorare la qualità della Didattica e utilizzare al meglio le nuove tecnologie in un processo di formazione partecipata per sostenere la crescita culturale e personale degli studenti?

Come intercettare la domanda del mondo del lavoro, anticiparne le evoluzioni e favorire i contatti degli studenti e dei laureati?

Quali interventi per promuovere il Diritto allo Studio e rafforzare i servizi agli studenti?

Quali indirizzi per potenziare la vocazione internazionale, la mobilità ERASMUS, i doppi titoli di laurea, l’introduzione di nuovi corsi di studio in lingua inglese?

Come intervenire per rendere più flessibili i percorsi di dottorato, rafforzarne il carattere internazionale e assicurare ad ogni Corso un chiaro indirizzo scientifico-culturale?

Quali interventi per rafforzare le attività post-lauream, sia intensive che estensive, e la formazione permanente?

Come rafforzare i rapporti con gli Istituti Scolastici e le attività di orientamento?

 

VALORIZZAZIONE  Mostra il contenutoIl Personale, in tutte le sue componenti, costituisce il più autentico patrimonio dell’Ateneo, al cui sviluppo contribuisce con l’esperienza dei più maturi e l’entusiasmo dei neo-reclutati. Qualsiasi iniziativa inerente al personale e che miri al miglioramento dell’Ateneo deve essere oggetto di attenzione e ascolto, riconoscendo il valore di tutte le rappresentanze e della loro capacità propositiva. L’ampliamento e il potenziamento dell’organico di docenti, tecnici, amministrativi e bibliotecari deve essere perseguito attraverso il mantenimento dell’equilibrata diversificazione tra i canali del reclutamento e della progressione di carriera, mirando ad un pieno turn-over anche al fine di dare spazio alle legittime aspettative individuali, nel rispetto del merito e dell’impegno profuso nell’adempimento dei propri doveri. La crescita del Personale deve essere coadiuvata anche da adeguati percorsi di formazione, a tutti i livelli, finalizzati a rafforzare la motivazione e a soddisfare le reali esigenze di perfezionamento.

Come intervenire per rafforzare la capacità di ricerca dei settori più deboli e assicurare il pieno sviluppo delle potenzialità di quelli maggiormente inseriti nel contesto nazionale ed internazionale?

Quali interventi sulle regole per la partecipazione ai progetti di ricerca e sulla condivisione delle risorse “libere” da essi provenienti con le Amministrazioni Centrali e Dipartimentali?

Come favorire la formazione e l’aggiornamento del personale docente e TAB per il miglioramento continuo dell’Ateneo?

Quali interventi per la gestione del reclutamento e delle progressioni di carriera nell’ottica duale della valorizzazione del merito e del rafforzamento dell’Ateneo?

Come assicurare il potenziamento dei rapporti con le rappresentanze e le parti sociali in un’ottica di cooperazione responsabile?

Quali interventi si rendono necessari sulle indennità di funzione, sulla premialità e sugli incentivi al Personale docente e TAB per migliorare il funzionamento del sistema e riconoscere merito e impegno personale?

SEMPLIFICAZIONE  Mostra il contenutoEfficienza, concretezza, dinamismo e flessibilità sono caratteristiche necessarie per un Ateneo competitivo su scala nazionale e internazionale. Serve una gestione trasparente e che riduca al minimo gli oneri burocratici attraverso una visione proattiva, una rivisitazione dei Regolamenti di Ateneo e della loro applicazione, una ridefinizione dei rapporti tra Dipartimenti e Amministrazione centrale, in una logica di sussidiarietà e con assunzione di responsabilità anche ai più alti livelli. Occorre introdurre tempistiche rapide e certe per le procedure, facilitare la gestione delle attività progettuali anche attraverso il potenziamento delle infrastrutture amministrative di supporto, adeguare l’organizzazione per impiegare meglio le risorse e per rispettare il tempo di tutti, da riservare all’innovazione e allo sviluppo.

Quali regolamenti richiedono le modifiche più profonde e più urgenti e su quali procedure di applicazione si dovrebbe più rapidamente intervenire nell’ottica della semplificazione, della trasparenza e della fattibilità?

Come favorire una logica di piena sussidiarietà tra Dipartimenti e Amministrazione Centrale?

Quali interventi di riordino delle procedure e di supporto al Personale per assicurare una tempistica certa delle procedure e la loro tracciabilità?

 

SINERGIA  Mostra il contenutoUna istituzione collaborativa, che sposi una visione comune di ampio respiro, deve fondarsi sul superamento del principio della competizione interna nella distribuzione di tutte le risorse, dando opportunità di sviluppo e investimento a ciascun Dipartimento sulla base di obiettivi verificabili e specifici di ogni area culturale, ma condivisi in un unico quadro strategico di Ateneo. L’Università non potrà mai essere luogo di particolarismi, ma deve rappresentare un fertile ecosistema culturale altamente inclusivo in cui il contributo di ogni area è prezioso e deve essere valorizzato, anche superando ogni semplicistica differenziazione tra saperi tecnologici e saperi umanistici.

Come incentivare la cooperazione tra i Dipartimenti dell’Ateneo, superando ogni logica di competizione interna, per migliorare la proiezione di UNIPA verso l’esterno?

Quali iniziative per favorire le collaborazioni tra aree scientifico-culturali diverse e valorizzare le potenzialità di una “università di saperi”?

In quale direzione procedere per rafforzare il Settore Ricerca e dare più efficace supporto alle attività di presentazione, svolgimento e rendicontazione dei progetti di ricerca?

 

QUALITÀ  Mostra il contenutoSarà sempre più importante, nelle attività didattiche, di ricerca, di terza missione e di assistenza, porre in primo piano obiettivi tangibili (qualità reale) fondati su scelte strategiche con visione di lungo termine, molto più che su tattiche numerocratiche, nella convinzione che dal raggiungimento di tali obiettivi discenderà il miglioramento della reputazione dell’Ateneo (qualità percepita) e degli indicatori (qualità misurata) su cui si basano i finanziamenti ministeriali. L’Ateneo dovrà, inoltre, garantire la qualità della propria politica energetica e ambientale, fondata su approcci integrati e coerenti con l’agenda internazionale degli interventi per lo sviluppo sostenibile. Una comunicazione, adeguata ed efficace, dei risultati raggiunti (qualità comunicata) sarà prezioso amplificatore del ruolo sociale del nostro Ateneo.

Come rendere il Piano Strategico di Ateneo uno strumento di effettiva guida delle decisioni, con una visione di medio e lungo termine ed una redazione collegiale e partecipata?

Come promuovere la sostenibilità e l’applicazione dei principi dell’economia circolare in tutte le attività dell’Ateneo?

Quali strategie per migliorare in tutti i campi ed in tutti i contesti la reputazione dell’Ateneo, a partire da un’analisi delle condizioni di partenza e dall’identificazione dei reali margini di miglioramento?

Come migliorare i parametri di valutazione dell’Ateneo?

Quali azioni e quali sinergie con altri soggetti per intervenire efficacemente sulla politica universitaria nazionale?

Quali interventi per migliorare e rendere più efficace la comunicazione all’interno della comunità accademica e verso l’esterno?

 

INVESTIMENTI  Mostra il contenutoBisogna continuare ad agire nel rispetto degli equilibri di bilancio e di sostenibilità della spesa, cogliendo altresì le opportunità offerte da risorse esterne e dall’uso di strumenti finanziari secondo una logica di investimento volta a generare ulteriore valore. Il bilancio di Ateneo deve essere programmato come fattore di sviluppo e di crescita, fondato su un razionale rapporto tra principio di prudenza, elasticità in corso di esercizio e diversificazione degli investimenti, anche nel quadro di un continuo monitoraggio e miglioramento degli indicatori da cui dipende il Fondo di Finanziamento Ordinario. Una corretta politica di investimento e di attenzione alla qualità favoriranno anche un autorevole posizionamento dell’Ateneo in tutte le sedi di definizione delle politiche di valutazione e finanziamento delle istituzioni universitarie.

Quali strategie per rafforzare la partnership con soggetti pubblici e privati e aumentare i finanziamenti esterni?

Come favorire la redazione di un bilancio più dinamico, capace di agire come fattore di sviluppo, ed una sua gestione caratterizzata dai principi contabili della prudenza e flessibilità?

Quali investimenti su infrastrutture e beni immateriali per un Ateneo proiettato verso il futuro?

Come valorizzare e migliorare gli spazi universitari in tutte le sedi sotto i profili della sicurezza, della dotazione tecnologica, della modernizzazione, della sostenibilità e della qualità?

Quali interventi per ammodernare gli spazi di ricerca, di didattica e di studio?

BENESSERE  Mostra il contenutoL’Università è luogo di lavoro, di studio, di vita. La vivibilità, la sicurezza e la salubrità degli spazi sono obiettivi imprescindibili dell’azione di governo, che richiede un ulteriore incentivo all’ammodernamento, adeguamento e valorizzazione del vastissimo patrimonio immobiliare. La ricognizione delle complessive esigenze e la definizione delle priorità di intervento dovranno essere alla base del rilancio urbanistico, architettonico e infrastrutturale. Tutte le sedi dovranno essere dotate di spazi educativi e di ricerca moderni, funzionali, sostenibili e privi di barriere architettoniche, integrati con aree verdi, presidi di consulenza e supporto sanitario e luoghi di aggregazione sociale fruibili dagli studenti e dall’intera comunità anche per attività culturali, ludiche, artistiche e sportive. Sarà fondamentale favorire il miglior incontro tra esigenze lavorative e di vita, anche tenendo conto delle differenze di genere, per assicurare le condizioni di sviluppo di un adeguato equilibrio psico-sociale.

Quali interventi per ampliare le occasioni di fruibilità degli spazi universitari da parte della comunità accademica e cittadina, garantendone al contempo una piena tutela e vigilanza?

Come favorire la flessibilità degli orari e l’utilizzo delle attività a distanza per assicurare il miglior incontro tra esigenze lavorative e di vita e migliorare l’efficienza dell’amministrazione?

Quali interventi per migliorare la vivibilità, la sicurezza e la salubrità di tutti gli spazi?

Come riuscire a rendere l’Università di Palermo un luogo non soltanto fisico, ma anche sociale e umano nel quale ciascuno si possa riconoscere non solo come utente o professionista, ma anche come parte attiva di una comunità?

SALUTE   Mostra il contenutoL’Ateneo, attraverso il suo Policlinico Universitario, è la sede naturale della formazione pre e post-laurea della futura generazione del personale medico e sanitario. Il modello di tale attività deve essere ripensato dando priorità all’assistenza finalizzata alla ricerca biomedica e alla didattica, per assicurare in ogni settore il raggiungimento di risultati valorizzanti in termini di qualità. La costituzione di Dipartimenti Assistenziali Integrati e il raggiungimento della loro piena funzionalità consentirà di contemperare le esigenze sanitarie con quelle di didattica e di ricerca, all’interno di un nuovo contesto logistico-strutturale moderno ed efficiente dove realizzare spazi per attività didattiche pre-cliniche e cliniche in una logica studente-centrica.

Quali strategie per il potenziamento e la comunicazione dell’integrazione tra assistenza, didattica e ricerca in ambito biomedico?

Come migliorare le relazioni bidirezionali tra organizzazioni dipartimentali (Dipartimenti Universitari e Assistenziali Integrati), individuando obiettivi e carichi di lavoro per il Personale universitario ospedalizzato?

Quali interventi per la creazione di un contesto logistico-strutturale moderno ed efficiente (sanitario-didattico e di ricerca) per il Policlinico Universitario?

Come potenziare le attività di supporto sanitario alla comunità accademica (studenti e personale)?

TRASFERIMENTO   Mostra il contenutoUn Ateneo moderno si misura anche sul servizio che restituisce alla collettività agendo come crocevia e punto di snodo dei processi formativi e di sviluppo economico e culturale. La proiezione verso il territorio si dovrà manifestare attraverso un ulteriore rafforzamento della capacità di innovazione e ricerca e il potenziamento delle attività di formazione. Interagendo e collaborando con le altre realtà pubbliche e private, bisognerà offrire alla Società servizi e competenze per contribuire insieme allo sviluppo comune, con il coinvolgimento e l’azione combinata e convergente di tutte le strutture dell’Ateneo (Dipartimenti e Centri Interdipartimentali, ATeN Center, CIMDU, CLA, COT, Contamination Lab, ITASTRA, SBA, SIA, SiMUA, CUS, Spin-off, ARCA) e delle professionalità di ogni area, diventando il massimo punto di riferimento culturale e scientifico per il territorio.

Quali strategie complessive per rafforzare le relazioni dell’Università di Palermo con le altre istituzioni locali e nazionali, anche prevedendo un’offerta culturale integrata?

Come rafforzare l’apertura al territorio in ottica cooperativa e di reciprocità?

Come favorire la divulgazione e la disseminazione delle attività dell’Ateneo e la promozione di iniziative ed eventi di interesse generale?

Come valorizzare a vantaggio del territorio locale le relazioni internazionali dell’Università di Palermo e dei suoi docenti?

Come facilitare le attività di Terza Missione dei docenti e potenziare il ruolo di UNIPA come agenzia di sviluppo?

 


In aggiunta a questi argomenti, riteniamo essenziale avviare un’approfondita riflessione su alcuni temi di particolare rilevanza, dal carattere trasversale rispetto alle parole chiave e pertanto richiamati al di fuori del precedente schema:

Sistema Bibliotecario di Ateneo: come intervenire per migliorare le interazioni tra sistema centrale e Dipartimenti e favorire, anche di concerto con altre istituzioni culturali locali, la piena fruizione del patrimonio librario ed il costante accesso alle aree di studio e di lettura dell’Ateneo?

ATeN Center: come favorire la piena fruizione del ricchissimo patrimonio di strumenti e competenze del Centro per attività di ricerca, commerciale e di terza missione dell’intero corpo docente, superando ogni possibile conflittualità con i Dipartimenti?

CIR Migrare: quali interventi per favorire l’ulteriore rafforzamento del Centro, le sue interazioni con le istituzioni pubbliche, le autorità politiche, le ONG e rendere l’Università di Palermo uno dei luoghi trainanti della vocazione di Palermo come città cosmopolita dell’accoglienza e del dialogo?

Scuola di Italiano per Stranieri (ITASTRA): quali investimenti per favorire l’attività della Scuola come luogo di promozione dell’Italiano, di rafforzamento dell’integrazione degli studenti stranieri e di sviluppo degli scambi internazionali culturali e giovanili?

Progetto Mentore e CIMDU: quali interventi per favorire l’ulteriore sviluppo del progetto e del Centro, la loro piena collocazione nel panorama nazionale ed internazionale delle strategie di miglioramento e innovazione della didattica, il loro utilizzo come prototipo di altre iniziative di Ateneo fondate sulla condivisione e revisione tra pari?

Smart Open Campus: quali interventi e comportamenti per trasformare tutti e quattro i poli universitari (viale delle Scienze, via Archirafi, Policlinico, Centro Storico) in veri e propri campus aperti alla città, che usino le più avanzate tecnologie (molte delle quali sviluppate in seno a UNIPA) per proporsi come luoghi sostenibili, intelligenti e creativi a servizio degli studenti, dei docenti, del personale TAB e dei cittadini, ponendosi come luoghi dell’innovazione urbana?

Sistema Museale di Ateneo: come potenziarne ulteriormente la missione di motore culturale della città in sinergia con le altre istituzioni culturali secondo un modello a rete che consenta ai musei e alle collezioni universitarie di essere sempre in evoluzione tra allestimento permanente ed esposizioni temporanee capaci di raccontare le relazioni tra ricerca scientifica e umanistica e tra queste e la vita della città, del territorio, del paesaggio, della comunità?

Il pro-rettore vicario designato
Enrico Napoli Il candidato rettore
Massimo Midiri

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