Un percorso che diventa Programma, per il futuro dell’Ateneo

Questo programma nasce da un percorso collegiale e partecipato, posto fin dall’inizio sotto gli occhi dell’intera comunità accademica, che l’ha visto dispiegarsi attraverso schede, riflessioni, confronti con tutti i Dipartimenti e, per quanto fin qui è stato possibile, attraverso incontri individuali con ciascun componente della nostra Istituzione.

Il “noi” di questo documento non è mai plurale maiestatis, ma pronome costitutivo di un’attività di progettazione e auspicata costruzione del futuro, che deve essere intrinsecamente collettiva per non ridursi a velleitario esercizio retorico. Le azioni e gli obiettivi di questo programma sono certamente ambiziosi, in quanto un’Università Pubblica, soprattutto se inserita in un territorio difficile come il nostro, deve assumere una precisa responsabilità per il miglioramento della cultura, della salute, del benessere dei cittadini. Siamo pienamente convinti che i risultati di tale progetto si possono raggiungere solo grazie al contributo di molti e su un orizzonte temporale che per alcuni aspetti può andare al di là del pur lungo mandato rettorale.

Le schede, già nate da confronti che hanno sempre coinvolto sensibilità e competenze disciplinari differenti, si sono arricchite di commenti, critiche, osservazioni e, pur rimanendo nella loro ampiezza e nel loro analitico approfondimento parte integrante di questo documento programmatico, si trasformano oggi in sintetiche analisi di contesto e, soprattutto, in sequenze di azioni e interventi scanditi da impegni di realizzazione con precise scadenze temporali.

Ogni azione programmata è frutto di una riflessione e pianificazione che mette insieme la necessità dell’intervento con la sua effettiva realizzabilità, sempre con l’aspirazione a incrociare sfide non scontate né semplici, ma raggiungibili. Questo è il compito che ci viene consegnato dalla Costituzione Italiana, che attribuisce alle Università un’autonomia tesa a preservare il sistema della ricerca e dell’alta formazione da influenze esterne e consentirne il migliore adattamento allo specifico contesto.

Il Programma si fonda su sei pilastri tematici (Obiettivi), risultanti dall’incrocio dei sottotemi ai quali sono state dedicate le 27 schede pubblicate sul sito www.comunipa.eu. Ogni Obiettivo è sinteticamente analizzato in un breve testo che rimanda alle più articolate descrizioni contenute nelle schede.

La seconda parte del Programma è dedicata alla presentazione delle Azioni, raccolte per Obiettivo, che costituiscono un vero e proprio cronoprogramma, con la distinzione tra quelle:

  • da attivare nei primi 100 giorni dall’insediamento;

  • da realizzare entro il primo anno di mandato;

  • di sistema, da svolgere con continuità per l’intero mandato.

Tale precisa articolazione temporale viene proposta nella consapevolezza che non tutte le nostre aspirazioni, per quanto ponderate e frutto di esperienza e approfondimento, potranno avere successo e realizzarsi con l’orizzonte cronologico auspicato. Riteniamo tuttavia necessario offrire precisi termini di riferimento per misurare e lasciare misurare la realizzazione degli impegni assunti, avendo comunque pienamente appreso la lezione che la pandemia ancora in atto ci ha drammaticamente ricordato sull’imponderabilità del futuro e delle umane proiezioni. In questo senso, inoltre, il Programma dovrà essere considerato un corpus dinamico, da aggiornare laddove i contesti socio-economici e sanitari dovessero mutare in maniera significativa, sempre mantenendo il carattere partecipato, trasparente e democratico del processo di eventuale necessario adeguamento.

Le conseguenze della pandemia hanno peraltro già avuto importanti influenze sulla stesura di questo programma, nel quale la transizione digitale è elemento costitutivo e fondante.

La risposta mondiale al difficile problema pandemico ha ulteriormente rafforzato in ciascuno di noi l’idea della necessaria interconnessione tra i diversi sistemi nazionali, rendendo l’internazionalizzazione una assoluta priorità, ancor più che in passato, un habitus mentale che deve pervadere tutte le nostre attività. Questi mesi hanno visto ridursi le distanze e con esse la marginalità geografica del nostro territorio e hanno posto sotto una luce nuova i temi della sostenibilità, dell’integrazione e della proiezione verso il futuro.

Il nostro Ateneo ha quindi il compito di divenire catalizzatore di competenze e di veicolare la formazione e la ricerca a livello globale, condizione necessaria per la diffusione sul territorio di innovazioni culturali, tecnologiche e organizzative e per lo sfruttamento di occasioni di ricerca internazionali. Vogliamo trasformare UNIPA in quello che possiamo chiamare un “motore ecologico di sviluppo” capace di produrre più di quanto consuma.

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