OBIETTIVO 3

LA TERZA MISSIONE PER UN’UNIVERSITÀ AL SERVIZIO DEL TERRITORIO

L’Università degli Studi di Palermo deve essere capace di operare come agente di sviluppo del Territorio e della Società, per trasformare le risorse e le opportunità in fatti concreti attraverso azioni energiche e continue nel tempo. Per questo deve riorganizzarsi come un Ateneo aperto alle istanze e alle esigenze della società contemporanea, saldamente radicato in tutto il territorio regionale, dialetticamente interconnesso con gli Enti e le Istituzioni che, ad ogni livello, si occupano della governance delle comunità. Attraversiamo un periodo storico di grandi sfide e opportunità che, se gestite oculatamente, segneranno il futuro delle prossime generazioni. Le risorse in campo, a partire da quelle del PO-Fesr 2021-2027, del Green New Deal e del Next Generation EU, necessitano di una progettualità complessa che coinvolga saperi e metodiche interdisciplinari, per altro sollecitati dai nuovi fenomeni sociali stimolati da emergenti paradigmi tecnologici e culturali. In questo contesto, l’Università è chiamata ad operare al fianco delle istituzioni e degli operatori tutti per contribuire direttamente al bene comune anche (e soprattutto) attraverso la sua Terza Missione, che deve assumere un ruolo effettivamente centrale al pari della didattica e della ricerca.

In questo senso l’Ateneo deve percorrere con chiarezza la progressiva trasformazione verso il modello della entrepreneurial university (nel senso ampio del termine di una Università “intraprendente”), nella quale la ricerca e la formazione delle risorse umane diano risposte ai fabbisogni di conoscenza e di innovazione emergenti nei sistemi produttivi nazionali e regionali e nella società in generale. Contemporaneamente, le attività di ricerca e di divulgazione dei risultati svolte nell’Ateneo, grazie alla sua connaturata autonomia critica e capacità di apertura all’innovazione, devono concorrere a modificare le aspettative esistenziali, i modelli economici e sociali nonché la domanda di lavoro, favorendo il superamento di sistemi relazionali e produttivi obsoleti e di riferimenti valoriali deteriori e frenanti rispetto alla rapidità e alla complessità delle trasformazioni socio-economiche in atto.

Concretamente oggi si rende necessaria per tali fini una nuova stagione di politiche integrate università-territorio, mirate al governo di questioni di comune interesse (salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali e ambientali, rilancio dell’imprenditorialità, sostenibilità, coesione territoriale e integrazione culturale, digitalizzazione, internazionalizzazione, solo per citarne alcune), nonché all’integrazione dell’Università con gli altri protagonisti della nuova economia territoriale (agenzie di sviluppo, musei, teatri, archivi, biblioteche, centri di condivisione anche per il south working, istituzioni pubbliche e private di tutela e promozione del patrimonio culturale e ambientale, etc.).

Tutto quanto delineato definisce la Terza Missione dell’Ateneo, che deve fungere da motore propulsivo attraverso i suoi Dipartimenti, che, nell’immaginare la progettazione di uno sviluppo socio-economico del nostro territorio, assumeranno il ruolo di interlocutori privilegiati di un dialogo con le amministrazioni territoriali di riferimento, le istituzioni, le associazioni datoriali e le singole realtà imprenditoriali, così come con le categorie professionali e l’articolato mondo del non profit. In questo senso, attraverso un processo strutturato e continuo nel tempo, i Dipartimenti dovranno sempre più diventare solido e affidabile punto di riferimento per il supporto e la consulenza a favore di enti pubblici e privati, rimanendo aperti a tutte le richieste del territorio. In questa direzione si immagina di strutturare un ufficio agile, che organizzi sistematicamente delle call for ideas & solutions coinvolgendo le menzionate amministrazioni, istituzioni ed enti, con l’obiettivo di animare i saperi e le conoscenze della comunità accademica per supportare la genesi di progetti innovativi e/o risolvere criticità concrete dei propri stakeholder.

L’Università di Palermo deve, inoltre, cogliere la sfida di essere una protagonista culturale del futuro della città e dell’intera regione (la presenza dei nostri tre poli decentrati di Trapani, Caltanissetta ed Agrigento lo consente), sperimentando un modello di università come catalizzatore di cultura, innovazione e partecipazione, dialogando con le comunità attive, aprendo i campus e le sedi come ambienti smart ed ecologici, erogatori di servizi e attivatori di capitale umano e sociale: laboratori di creatività, mobilità sostenibile, innovazione sociale, efficienza energetica, riduzione dei consumi e riciclo urbano, solo per fare qualche esempio.

Alle relazioni e cooperazioni culturali con il territorio concorre il Sistema Museale di Ateneo, nella sua ampia e variegata articolazione, che ha un ruolo di prim’ordine per l’interazione con il mondo delle scuole, per l’animazione della comunità locale (attraverso l’organizzazione di convegni, seminari, mostre ed altro) e per integrare l’enorme patrimonio storico-culturale di Palermo e della Sicilia Occidentale con l’offerta turistica. L’Università di Palermo ha, infatti, istituito il Sistema Museale di Ateneo non solo come strumento di valorizzazione delle sue collezioni, ma anche come potente attrattore culturale di una fruizione locale, regionale, nazionale e internazionale. Il sistema è incentrato sul recupero, valorizzazione e messa a sistema del vasto, prestigioso e articolato patrimonio di collezioni museali in possesso dell’Università, a cui si aggiunge la rete delle biblioteche e l’Archivio Storico del Sistema Bibliotecario di Ateneo, che costituiscono un prezioso complemento per la conoscenza e disseminazione della ricerca.

Nella prospettiva del rafforzamento di UNIPA come “motore culturale” dello sviluppo e nell’ambito della più generale visione di una Università collaborativa, si ritiene necessario avviare un nuovo progetto di “ecosistema museale universitario” che ampli l’attuale concetto di sistema e fornisca un nuovo ruolo ai musei e alle collezioni e, in generale, ai poli culturali dell’Università di Palermo. È necessaria quindi una trasformazione della funzione dei singoli plessi da nodi di una rete verso una vera e propria “armatura culturale” di valenza regionale e nazionale (e per alcune sedi anche internazionale) in cui ciascuna delle parti contribuisca alla struttura, alla sua sostenibilità, alla sua attrattività ed alla sua funzione. Palermo, anche attraverso il suo ecosistema museale universitario, può ambire a tornare ad essere un luogo in cui i cittadini vengono educati, informati, formati e resi consapevoli della loro appartenenza ad una comunità culturale.

Nell’ecosistema culturale universitario, le biblioteche costituiscono uno dei gangli vitali su cui si fondano le attività istituzionali di un Ateneo, da quelle di natura didattica a quelle di ricerca, includendo ovviamente anche quelle legate alla diffusione delle conoscenze. Costituiscono anche uno spazio aperto e un luogo di incontro, dove studenti, docenti e personale TAB possono, in un’atmosfera non formale, interagire liberamente per costruire il senso di appartenenza ad una comunità attiva e culturalmente vivace. Il Sistema Bibliotecario è assolutamente centrale per le attività di Ricerca dell’Ateneo. Negli ultimi anni è stata fortemente potenziata la fruibilità del patrimonio, soprattutto con riferimento all’accessibilità diretta degli utenti, mediante diversi sistemi di accreditamento, anche in modalità remota. Le interfacce disponibili sono fluide e ben strutturate, presentando peraltro modalità di impiego differenti per i diversi target di utenti.

Un aspetto importante dell’attività è la promozione della capacità degli utenti – in particolare i più giovani – di sviluppare autonomia nella ricerca delle informazioni nel vasto panorama delle fonti disponibili, cioè la cosiddetta competenza informativa (information literacy) che l’Agenzia per l’Italia Digitale definisce come “l’insieme di abilità, competenze, conoscenze e attitudini che portano il singolo a maturare nel tempo, durante tutto l’arco della vita, un rapporto complesso e diversificato con le fonti informative”. In tale ambito le biblioteche, in particolare quelle universitarie (e nel nostro Ateneo, quindi, lo SBA), svolgono infatti un ruolo cruciale, soprattutto grazie alle specifiche competenze del personale bibliotecario, fortemente impegnato nel supporto allo sviluppo delle competenze digitali e nel continuo aggiornamento, in sinergia con il Sistema Informativo di Ateneo (SIA), del Portale delle Biblioteche. Il Portale consente di accedere agli strumenti per la ricerca delle risorse bibliografiche, ma anche di ricevere informazioni ed assistenza tramite un efficiente servizio di chat, guide online, pagine informative dedicate. Lo SBA partecipa attivamente alle attività di Terza Missione dell’Ateneo, sia con riferimento ai PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento) con le scuole sia con la partecipazione e promozione a seminari, mostre, manifestazioni ed iniziative culturali (tra cui si ricordano, tra le altre, Le voci dei libri, La settimana delle biblioteche, Esperienza insegna, La via dei librai, Una marina di libri). Tali attività contribuiscono alla crescita della consapevolezza collettiva sui temi più rilevanti per la vita culturale, sociale, politica ed economica del nostro territorio, di cui l’Ateneo è protagonista e motore essenziale. Attraverso la sinergia tra Terza Missione, Sistema Museale di Ateneo e Sistema Bibliotecario di Ateneo entro un nuovo ecosistema culturale si agevolerebbe la promozione di Palermo come una città educativa capace di incoraggiare l’esplorazione e la sperimentazione, di promuovere la cultura dell’innovazione e del mutamento, offrendo continue sfide alla conoscenza, all’azione e allo sviluppo. L’ecosistema culturale universitario, dunque, vuole essere un comunicatore, un incubatore e un acceleratore della ricerca dell’Università di Palermo e la sua interfaccia con il territorio.

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