OBIETTIVO 1

LA RICERCA COME MISSIONE TRAINANTE

La Ricerca, motore di sviluppo di una società moderna, costituisce un fattore strategico per il progresso delle conoscenze ed il miglioramento della qualità della vita. Il raggiungimento di elevati standard di qualità costituisce un obiettivo chiave per un’Università, che nella ricerca esprime una delle missioni fondamentali, determinando il carattere distintivo dell’attività didattica, garantendo una formazione al passo con i tempi.

Nell’Ateneo, la varietà delle aree culturali richiede approcci attenti alle diverse esigenze: arricchimento del patrimonio librario, potenziamento, messa in sicurezza e standardizzazione dei laboratori e delle tecnologie; sviluppo delle attività di pieno campo; miglioramento della digitalizzazione dei processi; supporto a tutte le fasi della progettazione. La ricchezza dei saperi trova infatti valorizzazione rendendo prassi abituale e premiante la collaborazione tra ricercatori, settori e Dipartimenti, con una cultura della valutazione attenta alle specificità delle diverse macroaree.

In tutti gli ambiti, la regolarità degli investimenti è essenziale per garantire continuità alle ricerche. È pertanto importante attivare opportunamente il meccanismo delle anticipazioni ed offrire ai Dipartimenti pari opportunità di sviluppo attraverso un budget strategico. L’Ateneo deve anche intervenire con proprie risorse sia per garantire un budget minimo annuale a chi non dispone di fondi di ricerca sia per finanziare Progetti Bandiera multidisciplinari e progetti valutati positivamente in bandi competitivi per colmare la discontinuità e limitatezza dei finanziamenti nazionali. Saranno rimossi vincoli e lungaggini burocratiche oggi presenti sia in fase di proposta (ad esempio, con l’obbligo per i partner di accendere fideiussioni) che di svolgimento dei progetti di ricerca, offrendo anche maggiore supporto per la loro stesura, gestione e rendicontazione. A tal fine, sarà ricostituita l’Area dirigenziale della Ricerca che sarà dotata anche di nuovo personale per il supporto di tutte le fasi progettuali. Particolarmente avvertita è inoltre la necessità di allargare la capacità di accedere ai programmi di ricerca dell’UE che offrono, intrinsecamente, importanti opportunità di internazionalizzazione. Per questo è essenziale il rafforzamento delle reti di contatti internazionali, una più adeguata e tempestiva diffusione delle informazioni sui bandi e un capillare supporto amministrativo-contabile attraverso la figura del project manager, liberando i ricercatori di compiti impropri.

A tal fine, devono essere messe in campo tutte le azioni di supporto amministrativo e di formazione necessarie per rafforzare la capacità dei ricercatori di intercettare risorse esterne, agevolando la ricchezza delle proposte e facilitando la capacità di tradurre in progetti la competenza nella lettura, interpretazione e innovazione dei fenomeni sociali e culturali, sempre più rilevanti in una società in rapido mutamento e con profonde radici storiche. Tale supporto alla progettazione deve partire sin dalle attività propedeutiche alla creazione di partenariati di successo anche di livello internazionale.

L’Ateneo dovrà così essere percepito come struttura capace di riconoscere il valore del lavoro intellettuale dei ricercatori, da quelli che iniziano il proprio percorso a quelli che già hanno raggiunto livelli elevati anche nella progettazione, in un sistema che si auto-alimenta e si auto-valuta, verificando costantemente con azioni ex-post l’efficacia dei finanziamenti erogati.

In questo contesto, la complessità culturale e scientifica del nostro Ateneo richiede un efficace sviluppo di tutti i settori del Consiglio di Ricerca Europeo (ERC) la cui valorizzazione, nel rispetto delle specificità ed esaltando la cooperazione, costituirà il più importante patrimonio di saperi e competenze da offrire alla comunità di riferimento dell’Università degli Studi di Palermo in un panorama anche internazionale.\

Le aree riconducibili al macro settore ERC Social Sciences and Humanities (SH) costituiscono una risorsa preziosa per comprendere la società e per interpretarne le traiettorie di sviluppo anche nell’ambito della Terza Missione, come dimostrano ad esempio il Centro Studi filologici e linguistici siciliani, il Centro Interdipartimentale MIGRARE e la Scuola di Lingua Italiana per Stranieri (ITASTRA) o le partecipazioni a manifestazioni di alto livello sociale e culturale come Una marina di libri, il Festival delle Letterature Migranti, il Festival delle Filosofie. Tuttavia, tali aree hanno mediamente maggiori difficoltà nell’intercettare i finanziamenti privati e le risorse dei fondi europei.

Le aree riconducibili invece ai macro settori ERC delle Physical Sciences and Engineering (PE) e delle Life Sciences (LS) condividono diversi aspetti riguardanti le attività di ricerca, sia nelle fasi ex-ante (ricerca di finanziamenti, progettazione, costituzione partenariati, ecc.), che in fieri (realizzazione delle attività sperimentali, funzionalità di laboratori e strumentazioni, necessità di rapida acquisizione di beni, servizi e risorse umane) ed ex-post (divulgazione e valorizzazione dei risultati, metodi di valutazione, etc.). La maggior parte delle ricerche condotte in questi settori richiede la collaborazione di più ricercatori, e dipende dalla capacità di interazione e dal rispetto delle tempistiche sperimentali delle quali ciascun ricercatore coinvolto è responsabile. In particolare, per queste aree, è inoltre strategico rafforzare le attività di valorizzazione dei risultati della ricerca scientifico-tecnologica, sia in termini di protezione dei diritti di proprietà intellettuale che di trasferimento tecnologico alle aziende.

In questo contesto, la riduzione del “fattore tempo” in ogni fase amministrativa collegata allo svolgimento delle attività di ricerca rappresenta un obiettivo imprescindibile per un Ateneo che miri ad una posizione di rilievo nel panorama internazionale della scienza e a non farsi sfuggire le migliori opportunità di sfruttamento della proprietà intellettuale.

In questo quadro generale, dal punto di vista delle risorse umane, alcune Aree appaiono sottodimensionate rispetto al peso nazionale evidenziando la necessità di un intervento di crescita della numerosità del corpo docente per riallineare le proprie capacità di ricerca ai livelli nazionali.

Dal punto di vista infrastrutturale, invece, particolare attenzione deve essere volta al sistema dei laboratori, allo sviluppo del sistema bibliotecario, all’ampliamento delle opportunità offerte dal sistema museale e all’integrazione delle attività di ricerca con quelle assistenziali presso il Policlinico. Tema comune a tali infrastrutture è l’ampliamento e la conservazione delle collezioni museali e del patrimonio bibliografico oggetto di studi e ricerche oltre allo sviluppo e manutenzione della dotazione di strumentazioni per la ricerca.

In questo quadro si inserisce anche il tema della sicurezza, che richiede interventi di messa a norma e l’attribuzione della responsabilità a personale tecnico specificamente formato per un uso competente ed esperto di impianti e apparecchiature. Pertanto, oltre all’ottimizzazione delle risorse esistenti, implementando logiche di rete per impiegare meglio il personale tecnico e gli strumenti esistenti, sarà necessario attuare una politica di investimenti e una pianificazione che individui priorità e orienti l’acquisizione di risorse esterne. Ad esempio, un elemento di importante proiezione verso il futuro è il recente inserimento del sistema dei laboratori di ATeN Center nella lista delle grandi infrastrutture di ricerca siciliane, che darebbe la possibilità di accedere a finanziamenti per spese di manutenzione e acquisto delle strumentazioni.

Altrettanto importante è il tema della formazione per la ricerca che vede in primo luogo impegnati i Corsi di Dottorato sui quali un Ateneo che intenda classificarsi a pieno titolo come Research University non può che dedicare costante attenzione promuovendo sempre più dottorati innovativi, multidisciplinari, industriali o internazionali, e consolidando la qualità dei corsi di dottorato tradizionali. Essi rappresentano così il migliore investimento per un Ateneo, ma anche per gli enti e le imprese che scelgono di scommettere sulla crescita professionale dei giovani ricercatori. È altresì importante che l’attività didattica e tutoriale svolta dai professori e ricercatori universitari nell’ambito dei Corsi di dottorato concorra all’adempimento degli obblighi istituzionali. In questa maniera, è anche opportuno prevedere per i dottorandi attività formative trasversali. Inoltre, in analogia a quanto previsto per i dottorandi, è opportuno garantire uno starting budget di ricerca anche ai ricercatori a tempo determinato per introdurli all’esperienza di una gestione progettuale.

Infine, prendendo spunto dalle molteplicità di competenze presenti in Ateneo, è importante cogliere ogni opportunità di collaborazione interdisciplinare tra aree bibliometriche e non bibliometriche per rafforzare la visione e proiezione culturale dell’Ateneo e la sua capacità di ricerca interdisciplinare su temi strategici per lo sviluppo dell’Ateneo. Verrà costituito un Centro di Alti Studi Internazionali per il rafforzamento delle attività di ricerca dei docenti dell’Ateneo e l’attrazione di studiosi provenienti da tutto il mondo. Inoltre, al fine di valorizzare tutte le macroaree, è necessario favorire la collaborazione inter/multidisciplinare fra i diversi settori in Ateneo, promuovendo azioni di contaminazione dei saperi. È infatti solo attraverso una visione olistica della scienza che si può rafforzare la proiezione culturale dell’Ateneo e la sua capacità di innovare e di creare nuovi ambiti di ricerca.

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