Replica alla Nota del Rettore prot. 63762

Abbiamo svolto questa campagna elettorale concentrandoci soltanto su temi e proposte, tenendoci lontani da ogni polemica e stimolando un continuo confronto con tutti i colleghi, sia in forma individuale che collettiva. Questa impostazione dialogica e informata ci ha permesso di pervenire ad un programma ampio e articolato per il prossimo sessennio, costruito su una analitica conoscenza dei problemi e delle opportunità presenti in ogni area e struttura dell’Ateneo.

Abbiamo più volte espresso apprezzamento per alcuni importanti risultati ottenuti dall’attuale Amministrazione, con riferimento sia all’incremento del numero di studenti, sia alla solidità del bilancio e all’efficacia di alcuni interventi di riorganizzazione del Personale (a partire dall’articolazione in Unità Operative dell’amministrazione dei Dipartimenti). Inevitabilmente, però, abbiamo dovuto rendere evidenti, nei nostri interventi rivolti alla comunità accademica, alcuni aspetti che consideriamo critici e passibili di miglioramento.

L’inaspettata nota del Rettore interviene in una fase della campagna elettorale sino a questo momento caratterizzata da assoluto fair play e priva di ingerenze. Il prof. Micari, come chiunque altro, ha il diritto di esprimere il proprio punto di vista, ma dal Rettore non ci saremmo mai aspettati, nel pieno della campagna elettorale, valutazioni sulla competenza e sull’onestà intellettuale di uno dei due candidati in corsa per le elezioni e del suo prorettore vicario designato, né di vedere confusa la loro libertà di espressione critica con un pensiero “contro” e non, semplicemente, “diverso”. Il Rettore avrebbe quindi potuto esprimere le puntualizzazioni da lui ritenute necessarie evitando di fare riferimento personale ad uno dei due candidati o, più opportunamente, attendere la conclusione della fase elettorale.

Ciò che il Rettore definisce “denigrazione” è invece soltanto una legittima critica, cui non potevamo sottrarci, nell’elaborazione del nostro programma, in quanto l’analisi delle condizioni di partenza costituisce il primo tassello di qualsivoglia riflessione sul futuro.

Nel dettaglio dei punti contestati, riportiamo quanto segue.

In primo luogo, il Rettore contesta le nostre affermazioni relative al Fondo di Finanziamento per la Ricerca (FFR). Di tale fondo abbiamo “rivendicato la paternità” (per usare l’espressione della nota rettorale) in quanto nella proposta di bilancio del 2018, formulata dal Rettore come previsto dalla legge, non era contenuto alcun finanziamento per tale intervento. La Commissione Bilancio del CdA intervenne, in quella fase, correggendo e riducendo, per un importo di oltre 1,2 MLN €, le stime di costo per il personale presentate dall’Amministrazione, consentendo così di destinare 700.000 € al FFR (che si sommavano agli 800.000 € disponibili sui prelievi da fondi di progetto). Ci piace anche ricordare che quell’intervento del CdA consentì anche di destinare 500.000 € al pagamento delle supplenze dei ricercatori per il I semestre dell’A.A. 2018/19 (supplenze che, fino a quel momento, non venivano retribuite). L’anno successivo, nel presentare la proposta di Bilancio per il 2019, ancora una volta il Rettore non proponeva alcun investimento sul FFR e pertanto, nuovamente, la Commissione Bilancio interveniva per correggere diverse voci e finanziare, con altri 750.000 €, il FFR e con 1,1 MLN € le supplenze dei ricercatori. Di tali circostanze vi è ampia documentazione nei verbali della Commissione Bilancio del CdA. Nel nostro Focus del 5 giugno non siamo ovviamente entrati in maniera così analitica in questi passaggi, limitandoci ad un breve cenno che il Rettore ha ritenuto di dovere contestare. Non richiamiamo il ritardo con cui il FFR è poi stato assegnato ai colleghi, in quanto di tale circostanza i fruitori sono tutti perfettamente consapevoli ed informati.

Il secondo punto contestato dal Rettore non riguarda il tema dei tirocini (oggetto della scheda), ma soltanto il nostro marginale richiamo alla “notoriamente debole” interazione dell’Ateneo con la Regione Siciliana. Siamo consapevoli di avere accennato, in quel breve passaggio, ad un tema delicato, ma non è possibile eludere l’evidenza delle conseguenze per l’Ateneo di avere avuto un Rettore candidato alla Presidenza della Regione, mantenendo la propria carica in campagna elettorale e successivamente proseguendo il proprio mandato. Ovviamente tale scelta non ha reciso il rapporto istituzionale tra Regione Siciliana ed Ateneo, ma non ha certamente costituito l’ottimale presupposto di una relazione serena e costruttiva. Nel nostro intervento contestato dal Rettore non abbiamo richiamato tali circostanze, alle quali peraltro non siamo particolarmente interessati, ma soltanto fatto appena un cenno ad una condizione di cui l’intero Ateneo è ben consapevole.

L’ultimo punto contestato dal Rettore suscita il nostro assoluto stupore nella parte in cui si sostiene che solo in fase di redazione del Bilancio Consuntivo (tecnicamente noto come Bilancio di Esercizio) si può avere contezza dell’esistenza di un “utile” e che, solo in quel momento, si può quindi intervenire per impiegarlo. La circostanza che il Rettore sembra ignorare è che esiste l’istituto della Ricognizione e Revisione del Budget (Art. 43 del Regolamento di finanza e contabilità) che permette, in corso di esercizio (entro il 30 settembre di ciascun anno), di intervenire per correggere le stime di entrata e uscita sulla base degli eventi nel frattempo occorsi. Tale intervento non costituisce una “facoltà”, ma un obbligo, come richiama lo stesso Bilancio Preventivo 2020 dell’Università di Palermo che, nel tratteggiare i “Principi contabili e postulati di bilancio” ricorda che:

La condizione di equilibrio deve essere mantenuta, non solo nella previsione, ma anche durante la gestione, infatti, il legislatore prevede che la gestione dell’Ateneo deve perseguire il mantenimento nel tempo di condizioni di equilibrio economico, finanziario e patrimoniale”.

A tale revisione l’Ateneo ha fatto ricorso, ad esempio, nel settembre del 2018 quando, rilevata sulla base di una specifica ricognizione richiesta dal CdA la disponibilità di risorse per oltre 2 MLN €, le destinò immediatamente ad alcuni investimenti strategici secondo quel principio di due diligence richiesto a ogni organismo complesso come il nostro.

Nell’agosto del 2020, l’Amministrazione era a conoscenza con certezza (DM 442 del 10 Agosto 2020) dell’aumento dell’FFO rispetto alle previsioni per un ammontare (relativo alle quote base + premiale + perequativa + una tantum) di circa 3,2 MLN euro, ai quali si sono aggiunti solo nei mesi successivi altri contributi che hanno portato agli 11 milioni richiamati nella nota del Rettore.

È ovvio quindi che, volendo mettere in risalto la necessità di un bilancio flessibile che adotti un costante monitoraggio (propedeutico alla Revisione di Bilancio), abbiamo fatto riferimento nel nostro focus soltanto alle somme certe conosciute prima del settembre 2020 (i 3,2 MLN € su cui il Rettore ritiene di doverci correggere facendo riferimento agli 11 prima richiamati). In piena onestà intellettuale, non contestiamo infatti il mancato utilizzo di tutte le somme che hanno poi contribuito alla realizzazione dell’ingente utile del 2020 (del quale ovviamente non possiamo che essere lieti), ma solo di quelle di cui si aveva contezza in tempo utile per operare in corso d’anno le più opportune scelte strategiche decise dalla governance in un’ottica di lungimirante programmazione.

Tali nostre considerazioni sulla necessaria flessibilità del bilancio si legano alla convinzione, da noi sostenuta già da diversi anni, che l’azione del nostro Ateneo sia stata improntata ad una forse eccessiva prudenza, con bilanci costruiti sulla base di previsioni dei costi del personale sistematicamente sovrastimate e con una crescita continua degli accantonamenti nel Fondo Rischi e Oneri (affermazioni immediatamente riscontrabili dal confronto tra i costi del personale nei bilanci preventivi e consuntivi di ciascun esercizio e dall’analisi della consistenza del Fondo Rischi e Oneri). Questa prudenza, a nostro avviso, ha comportato un investimento inferiore alle possibilità dell’Ateneo sul reclutamento di nuovo personale, sulle progressioni di carriera, sui fondi per l’attività di ricerca, sulla sicurezza dei laboratori, sulle manutenzioni degli immobili, ecc. ecc. Avere limitato e procrastinato questi interventi pone alcune possibili ipoteche sulle future entrate dell’Ateneo. Ad esempio, la Quota Premiale del prossimo quinquennio, legata ai risultati della VQR 2015-19, risentirà già della riduzione percentuale del peso dell’Ateneo in termini di numerosità dei docenti su base nazionale (nel 2015 i docenti UNIPA erano il 3.04% di quelli italiani, oggi sono il 2,79%), con la conseguenza che, laddove le valutazioni “medie” risultassero uguali a quelle del 2011-14, saremmo già condannati a perdere circa 2 MLN € per ogni anno.

Alla luce di quanto esposto, non comprendiamo pertanto quali sarebbero le affermazioni false riportate nelle nostre comunicazioni, né quale bisogno vi fosse da parte del Rettore di turbare il sereno svolgimento della campagna elettorale, peraltro proprio nel momento in cui i due candidati avevano congiuntamente concordato lo svolgimento di un confronto sui programmi presentati. Prendiamo atto del ruolo che il Rettore ha inteso svolgere in questa circostanza e auspichiamo vivamente che simili episodi non si ripetano nelle prossime settimane.

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4 pensieri riguardo “Replica alla Nota del Rettore prot. 63762

  • Giugno 21, 2021 in 12:28 pm
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    Quanto osservate è giusto. Anh’io sono dello stesso avviso. il rettore non avrebbe dovuto interferire credo. Su tutto il resto si può discutere; su questo no.

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  • Giugno 22, 2021 in 7:49 am
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    Pur essendo ormai, come pensionato, fuori dalla vita accademica, ed estraneo alla attuale competizione, continuo sentimentalmente a parteciparvi, se non altro in quanto mi considero onorato di far parte di questa comunità universitaria come professore emerito. Condivido pienamente le osservazioni generali contenute in questa Replica, e ritengo che alcune affermazioni di principio andassero fatte anche prima, e difese con fermezza, perché costituiscono valori irrinunciabili per l’autonomia e l’identità universitaria, alla quale ho creduto in 45 anni di insegnamento, e credo ancora. Salvatore Fodale

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  • Giugno 22, 2021 in 9:22 am
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    Anch’io, credo, che il Rettore avrebbe fatto bene a non inserirsi. Avrebbe dovuto continuare a rimare fuori dal sereno svolgimento della campagna elettorale anche perchè, già, per un attimo, stava correndo il rischio di perdere le connotazioni di partenza, rischiando così un calo di stile che non avrebbe reso merito a nessuno e per fortuna subito recuperato da entrambi i candidati……..
    Del resto, credo, che nessuno ha mai posto le proprie argomentazioni in modo da mettere in cattiva luce altri…ma forse, solo per evidenziare e far vedere oltre, in modo da far immaginare cosa si può e deve fare per migliorare…. iniziando col cambiare certe abitudini

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  • Giugno 22, 2021 in 10:39 am
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    Qualora il Rettore legga, scrivo per lui quanto segue:
    “Caro Rettore,
    i Professori e i Ricercatori dell’Università degli Studi di Palermo sanno ben valutare azioni, dati e risultati; è il nostro mestiere. Si tenga per favore discretamente in disparte. Grazie!”
    Anna Sica

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